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Friendsurance, una polizza per tanti

Abbattere il premio, condividendo la responsabilità finanziaria e il costo dei sinistri: la sharing economy arriva nel mondo delle assicurazioni.
Barbara Bosco

Fondata a Berlino da un certo Tim Kunde nel 2010 ha oggi oltre 50 impiegati, una solida presenza nel mercato tedesco e tra i suoi investitori uno degli uomini asiatici più ricchi, Li Ka-Shing, nonché i fondi  di venture capital VantageFund, German Startups Group, e.ventures.

Friendsurance ha portato il modello peer to peer nel settore assicurativo, senza diventare una compagnia assicurativa e un ruolo da broker. Friendsurance non vuole rimpiazzare le compagnie tradizionali, ma diventare il Groupon delle assicurazioni stesse. 

Come funziona?
Attraverso questa piattaforma, le persone possono registrarsi e creare online un gruppo tra utenti che utilizzano lo stesso prodotto assicurativo, corrispondendo un premio che include una pardestinata all’assicurazione standard (fornita da terze parti), sia una quota che sarà versata in un conto unico del gruppo. Per la copertura di indennizzi di lieve entità si attingerà al conto comune, mentre gli indennizzi più importanti saranno coperti dal provider assicurativo tradizionale. A fine anno tutti i soldi del conto comune che non sono stati utilizzati, vengono ridistribuiti agli utenti del gruppo o reinvestiti nel rinnovo. Nel caso in cui, il conto comune risulti vuoto o non sia sufficiente alla copertura di un indennizzo, interviene un’altra  assicurazione ancora a coprire la perdita. I maggiori vantaggi si ottengono con gruppi numerosi e un basso numero di indennizzi. In soldoni, la società afferma, se nel corso dell’anno non si sono coperti indennizzi, si arriva a rimborsare agli utenti fino al 40% di quanto avevano speso. 

Lo scopo è abbattere il costo dell’assicurazione, condividendo responsabilità finanziaria e costo dei sinistri, in perfetta logica “sharing economy”. 

La società ha affermato che tra il 2013 e 2014, oltre l’80% dei suoi utenti hanno ottenuto un rimborso di quanto speso per il premio, che è arrivato in alcuni casi al 40%.

friendsurance immagine dal sito

 

Il modello quindi sembra funzionare perfettamente, portando vantaggi economici e conseguente soddisfazione dei clienti, ma anche delle compagnie assicurative che attraverso questo servizio trovano uno strumento per ridurre i propri costi per la gestione di indennizzi di piccola taglia, al tempo stesso aumentando la fidelizzazione dei clienti e anche una maggiore propensione al rinnovo e all’investimento in nuovi prodotti. 

Friendsurance è oggi una startup in rapida crescita che ha rimescolato le carte nel settore assicurativo in modo pionieristico. E l’esperimento non è rimasto isolato: in UK la startup Guevara lo ha applicato alle polizze automobilistiche, mentre Bought by Many  ha seguito il modello Friendsurance; insPeer lo ha fatto in Francia; Shacom, provider di prestiti P2P a Taiwan, ha creato l’assicurazione Intercare; Peer Cover è stata appena lanciata in Nuova Zelanda. 

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