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Come cresce l’industria dei wearable per la salute

Il settore è ancora in una fase “infantile”, ma secondo le stime della società Tractica nell’healthcare ci sarà un’esplosione dei dispositivi indossabili: quasi 100 milioni di pezzi venduti entro 5 anni. Tra i più recenti prodotti i cerotti che predicono gli attacchi di cuore

02 Mag 2016

Secondo il report di Tractica, società di market intelligence specializzata nelle interazioni uomo-macchina, il mercato dei wearable per la salute cresce con tale rapidità che entro il 2021, vale a dire in 5 anni, nel mondo il numero di dispositivi indossabili immessi nel mercato sarà di 98 milioni di unità, contro i 2,5 milioni attuali, e varrà 17.8 miliardi di dollari.

Il settore healthcare è probabilmente il principale target quando si parla di wearable, e include diverse tipologie di dispositivi, da quelli più centrati sul fitness a quelli che riguardano il monitoraggio di un paziente affetto da particolari patologie. La capacita di evolversi del mondo wearable è molto interessante poichè interseca le evoluzioni di altri ambiti tecnologici, dallo sviluppo di sensori, allo sviluppo di analytics; dallo sviluppo di piattaforme IoT, allo sviluppo di nuovi materiali.

All’ultimo CES di Las Vegas, di cui abbiamo parlato qui, si è ampiamente visto che non si tratta più solamente di braccialetti o orologi: ora si parla anche, per esempio, di smart clothes, riferendosi a tutto quell’abbigliamento (dedicato sopratutto agli sportivi) dotato di sensori, si va dai reggiseni ai calzini.

Secondo quanto segnalato nel report, il mondo dei wearable sebbene sia ancora in una fase “infantile” include oramai molte categorie: comuni fitness tracker, cerotti intelligenti, orologi intelligenti, strumenti da polso e per la gestione del dolore, device per la somministrazione di farmaci, monitor della postura, sensori di movimento, bretelle per il cuore, calzature intelligenti, ecc.

I dispositivi indossabili sono oggi considerati come un’estensione della medicina e della tutela della salute, e in questo senso sono un mercato di estremo interesse per industrie come quella farmaceutica cui permette di espandere gli studi clinici, per le aziende di assicurazione che possono incentivare i clienti a una vita più sana, per gli operatori sanitari che possono migliorare la fornitura di assistenza sanitaria ai potenziare i pazienti, fornendo loro l’accesso ai propri dati sanitari.

I wearable permettono di ribaltare il rapporto tra persone e sistema sanitario: nonostante l’attenzione alla prevenzione sia presente, ancora oggi le persone si rivolgono al medico quando sono già malate. Molti dei nuovi dispositivi indossabili nascono con l’unico scopo di monitorare lo stato fisico della persona e dare allerta al verificarsi di certe condizioni: qualche tempo fa avevamo parlato, per esempio, del lettore di sudore sviluppato all’Università di Stanford.

Mentre il magazine Quartz ha dedicato in questi ultimi giorni un articolo a una nuova famiglia di cerotti in grado di predire un attacco di cuore: una società chiamata VitalConnect (che ha prodotto i cerotti) ha sviluppato anche alla piattaforma per gestire i dati in modo sicuro, con lo scopo ultimo di rappresentare un hub per la fornitura di servizi sanitari.

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