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Dash Button, l’Internet of things secondo Amazon

Lanciato in UK, il piccolo dispositivo permette l’acquisto pigiando un bottone. Un esempio di utilizzo dell’IoT al servizio dell’economia on-demand che può fare scuola anche nel campo dei servizi assicurativi. Ecco perché

01 Set 2016

Amazon offre una nuova lezione in tema di innovazione e customer experience: il servizio “Amazon Dash button” appena lanciato in UK permette ai clienti Amazon di acquistare una serie di prodotti semplicemente schiacciando un bottoncino, senza nemmeno aprire il computer. Internet of things a prova di nonna.

Negli States il Dash Button è stato lanciato come primo test a marzo 2015, con una manciata di prodotti e ora pare che ci sia una lunga lista di marchi che vogliono partecipare al gioco.

L’IoT è una delle rivoluzioni tecnologiche più importanti, affascinanti e promettenti di questi ultimi anni, rappresenta un business gigantesco e probabilmente non del tutto quantificabile al momento, tanto è vasto il suo potenziale di sviluppo in ogni direzione economica e anche sociale. Solo in Italia l’IoT vale oltre due miliardi di euro, secondo le stime dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

Cisco ha previsto che entro il 2022 il mercato complessivo IoT (compreso quello industriale) varrà oltre 14 trilioni di dollari.

Le stime sono varie e spesso contrastanti, l’argomento è tra i più gettonati in ambito h-tech, ma è anche vero che spesso è apparso come una tecnologia ancora poco presente nella vita delle persone comuni.

Eppure l’IoT si avvia a rivoluzionare il nostro modo di vivere, grazie anche a quella semplicità di utilizzo che le aziende rivolte al mondo consumer oggi tengono ben presente.

Il Dash Button è un segno di questo cambiamento: collegato ai clienti Amazon Prime (Prime è il servizio di consegna super veloce sottoscrivibile con abbonamento annuale) permette l’acquisto di una quarantina di articoli (per ora): carta igienica, detersivi, bevande di marca. Il bottoncino è, di fatto, mono-marca, nel senso che c’è un bottoncino per la Coca-cola e uno differente per Ariel e tutte le aziende partner. Un sistema che migliorerà ulteriormente, ma già così rischia di togliere ai supermercati parecchio business.

Anche la persona meno avezza alle tecnologie è in grado di spingere un bottone. Ma è sopratutto l’istantaneità tra il sorgere del bisogno (la fine del detersivo, la voglia di una birra) e la sua soluzione che può rendere drammaticamente efficacie il Dash button. In fatto di customer experience è praticamente il massimo che si possa chiedere: unico touchpoint, e la purezza di un servizio senza nessun momento di possibile frizione. E’ il mondo on-demand, quello della gratificazione immediata.

Secondo Tim Attia, Ceo e co-founder di Slice Labs (una startup insurtech di New York focalizzata in proposte assicurative per la on-demand economy), Amazon è anche un esempio di quella economia on-demand che rappresenta un’opportunità per le startup. “Oggi, quando qualcuno decide che vuole qualcosa, non vuole aspettare due ore. Non vuole aspettare 20 minuti. Vuole averla subito. E, lo vuole con la semplice pressione di un tasto.”

Questa rivoluzione nell’esperienza di acquisto, grazie all’IoT, influenzerà anche i servizi finanziari, come emerso nell’ultimo Mobile World Congress (MWC) di Barcellona, dove questo nuovo sodalizio è stato un vero e proprio filo conduttore. Il futuro dei pagamenti in mobilità (e l’acquisto di altri servizi) non avverrà più solo da smartphone, come già oggi accade: qualsiasi dispositivo connesso, dall’auto al frigorifero, potranno effettuare acquisti. Proprio all’MWC, era stato per esempio presentato, un frigorifero Samsung (realizzato in partnership con MasterCard) che permette al suo possessore di ordinare e pagare i generi alimentari dalla propria abitazione, dietro “segnalazione” del frigo stesso.

“Anche il mondo delle compagnie assicurative intende sfruttare in tempi rapidi le potenzialità dell’IoT, soprattutto relativamente alle “smart car”, alle “smart home” e ai “wearable” – segnala Raffaele Guerra, Senior Vice President e Insurance Sector Leader di Capgemini – Andiamo incontro a un modello in cui i prodotti-servizi assicurativi saranno sempre più personalizzabili grazie ai dati forniti in tempo reale dai device che lo stesso cliente comunicherà al proprio assicuratore”.

Un esempio made in Italy di startup insurtech che ha saputo coniugare IoT, customer experience ed economia on-demand è Neosurance.

“Non c’è una sola cosa che rivoluzione le assicurazioni, sono diverse, il mobile, l’internet of things, i wearable. Il futuro dell’insurance è nei prodotti granulari, nei micromomenti, capaci di raggiungere attraverso nuovi canali il cliente proprio quando ne ha bisogno. E’ con questo in mente che abbiamo creato Neosurance”.

Neosurance è fondamentalmente una società tecnologica, che intende portare tecnologie innovative al mondo assicurativo lavorando nel B2B, proponendo un sistema basato su vendite push di micro assicurazioni: con un semplice tocco allo schermo è possibile avviare un’assicurazione. La soluzione è costruita intorno ad un sistema di Intelligenza Artificiale che lavora con i dati IoT, in grado di “imparare” e di proporre l’assicurazione giusta, nel momento giusto, al cliente finale della compagnia.

Insomma, l’idea di un bottoncino sull’auto che attivi la polizza solo nel momento dell’effettivo utilizzo, o che magari ne attivi una speciale se prestiamo l’auto a un amico (solitamente le coperture riguardano il conducente abituale); o che ne attivi una aggiuntiva a fronte di un’esigenza particolare, è tecnologicamente possibile e in linea con l’economia on-demand.

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