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Elon Musk porta i robot in casa. Chi li assicurerà?

L’imprenditore tech e visionario, già fondatore di Tesla, SpaceX, Hyperloop, ha lanciato una società, dedicata alla ricerca sulla intelligenza artificiale, che si concentrerà sullo sviluppo di automi per la casa. Una nuova sfida per le compagnie

22 Giu 2016

Finalmente, l’oramai leggendario Elon Musk, oltre a pensare a viaggi spaziali e treni iperveloci, si immedesima nelle quotidiane esigenze della casalinga, e mette in pista il progetto di un tuttofare domestico di natura robotica. Un progetto che è anche vicino ad essere realizzato perchè lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in questi ultimi anni ha avuto una fortissima accelerazione e condotto ad una serie di applicazioni che vanno dalla robotica ai veicoli alle driverless car.

La società che si occuperà di questo progetto si chiama OpenAI, ed è in realtà una no-profit lanciata a dicembre 2015 che si è assicurata niente meno che un miliardo di dollari di investimenti da parte di Musk naturalmente, e altri personaggi della Silicon Valley piuttosto noti come Sam Altman, Jessica Livingston, Peter Thiel.

Ma nei giorni scorsi, in questa pagina del sito della società, è stato pubblicato un post in cui vengono indicati con più precisione gli obiettivi che la società si pone, tra i quali compare al secondo posto la realizzazione di un robot per il lavori domestici. Da qui è partita la notizia che è stata ripresa da molte testate US, tra cui Business Insider.

L’idea, in generale, dietro la nascita del progetto OpenAI è quella di stabilire un’organizzazione aperta, open source, dedicata alla ricerca e allo sviluppo di intelligenza artificiale “sicura”: se oggi esiste un freno allo sviluppo di questo settore che fa salti da gigante è rappresentato dalle paure che queste tecnologie incutono in molti, che variano dall’estrema visione di un mondo con armate di robot che prendono il potere, fino a quelle più verosimili, del possibile caos generato da cyber hacking in una quotidianità fortemente automatizzata (vedi anche il tema driverless car).

Lo stesso Elon Musk, lo scorso anno affermava “Penso che dovremmo stare molto attenti all’ intelligenza artificiale. Se dovessi scommettere su quella che è la nostra più grande minaccia esistenziale, probabilmente punterei su questa. Dobbiamo stare molto attenti”.

Per non parlare delle preoccupazioni, emerse anche nell’ultimo Davos, dei milioni di posti di lavoro che le tecnologie robotiche andranno a rendere obsoleti: poliziotti, infermieri, autisti, badanti, cassiere, agenti di commercio, ecc.

Il robot domestico di Musk sarà quindi in buona compagnia. Ma perchè concentrarsi su questo tipo di robot?

“C’è già la tecnologia per far fare a un robot un singolo compito specifico, ma pensiamo che degli algoritmi in grado di imparare possano diventare affidabili a sufficienza per realizzare un robot generico (cioè, tutto fare, ndr.) ” dice OpenAI nel suo blog.

Come meglio illustra Pedro Domingos, autore di “The Master Algorithm: How the Quest for the Ultimate Learning Machine Will Remake Our World” , anche altre società lavorano nella stessa direzione perchè i lavori e compiti di una casalinga sono tra i più vari e disparati che ci siano, quindi sono un buon modo per testare un’intelligenza artificiale.

Anche per il mondo assicurativo, la robotica rappresenta una sfida e anche una grande opportunità : le intelligenze robotiche rappresentano un elemento di disruption rispetto all’organizzazione aziendale e all’erogazione dei servizi così come oggi li conosciamo. Ma rappresentano anche un potenziale alleato per lo sviluppo di nuovi prodotti assicurativi, per esempio in ambito sicurezza e cura della persona.

I robot possono essere essere visti come il nuovo cliente da assicurare. E’ vero che qui si entra in un terreno scivoloso che sconfina in campo legale, poichè si tratta di macchine rispetto alle quali certi tipi di garanzie (come i difetti di fabbricazione) saranno di competenza del produttore. Ma una volta che la macchina è stata venduta e ha un nuovo proprietario, è chiaro che serviranno coperture assicurative tipo “responsabilità civile” per l’auto. E chi assicurerà i robot?

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