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Il numero di acceleratori insurtech nel mondo aumenta

Queste organizzazioni, che collaborano con le compagnie, si vanno anche specializzando: più di tre acceleratori su 10 (33%) oggi opera nell’area Danni e Infortuni. Ma per gli analisti, alle compagnie assicurative serve anche maggiore vision, ecco 4 indicazioni di strategia

18 Ott 2017

Gli acceleratori insurtech, negli ultimi anni, sono aumentati sensibilmente e diventano sempre più un alleato delle compegnie assicurative. Gli analisti di Celent, società di ricerca e consulenza tecnologica internazionale, hanno realizzato uno studio a livello mondiale, commissionato dal broker assicurativo Guy Carpenter e intitolato: “Insurtech Accelerators: A Market Scan”. Il rapporto è la prima ricerca di questo genere e fornisce profili approfonditi su dieci organizzazioni, le loro caratteristiche, il loro focus e quali fattori le assicurazioni dovrebbero considerare quando selezionano un acceleratore con il quale collaborare (una lista in questo nostro articolo).

Il rapporto esamina le caratteristiche chiave del mercato dell’acceleratore di assicurazione, compresi quali sono le principali aree di attenzione per gli acceleratori di assicurazione e quali carrier assicuratori dovrebbero considerare quando si valuta l’acceleratore.

Tra i risultati segnalati dalla ricerca, vi è la crescita degli acceleratori insurtech specializzati nel cosiddetto P&C, ovvero Property & Casuality, (in italiano Danni e Infortuni – NdR) che copre oltre un terzo dell’intero comparto (33%).

A seguire, con il 25% ci sono gli acceleratori specializzati nell’ambito delle polizze multiple e, a ruota, gli acceleratori verticalizzati sulle polizze sulla vita (24%). Chiudono la fotografia gli acceleratori che presidiano il comparto delle polizze per la salute (18%).

“La maggior parte del valore delle insurtech sarà creato attraverso le alleanze più strategiche tra gli operatori del settore e le startup – ha commentato Michael Fitzgerald, Senior Analyst, Celent’s Insurance Practice -. Gli acceleratori, infatti, hanno il compito di agevolare queste partnership e di coinvolgere tutti gli attori in modo da favorire il passo di marcia dello sviluppo ma anche l’efficacia del cambiamento”.

Nuove opportunità ma anche maggiore efficienza

Come sottolineano gli esperti, partecipare ad un acceleratore insurtech consente alle compagnie assicurative di rimanere in linea con l’evoluzione sempre più spinta dei mercati.

Le tecnologie sviluppate dalle startup attraverso i programmi degli acceleratori, sono state adottate da tantissime società leader di settore. Il motivo è semplice: la tecnologia migliora l’esperienza complessiva del cliente, portando non solo maggiore efficienza ma anche maggiori risparmi di spesa, consentendo di aumentare i ricavi.

La recente ondata di acceleratori focalizzati sul comparto assicurativo ha portato un grosso contributo che sta impattando in maniera positiva non solo sulla qualità ma anche sulle logiche di servizio.

Ma gli acceleratori non bastano. Servono le vision.

Gli analisti sottolineano anche 4 priorità strategiche:

1. Sviluppo di un’offerta sempre più customer centrica. Accelerare l’innovazione dei prodotti e dei servizi, costruendo strategie che mettono al centro dello sviluppo la forma mentis di quei millennial che presto saranno il target centrale del business ma anche favorire modelli aziendali collaborativi incentrati sugli input delle InsurTech e dei top driver del mercato assicurativo.

2. Utilizzo della tecnologia per governare i processi aziendali a qualsiasi livello. Gli osservatori suggeriscono di inziare a prendere in considerazione nuove soluizoni per automatizzare le attività di routine, applicando analisi avanzate su tutta la catena del valore. Tre le direttive tecnologiche indicate dagli analisti: cloud, mobilità e social media. Gli obiettivi? Introdurre un livello applicativo tale da consentire un aumento della produttività, ma anche della trasparenza e della sicurezza.

3. Inserimento della cybersicurezza nella lista delle priorità aziendali: nel 2017 vedranno nuove forme di attacchi informatici che passano dall’utilizzo sempre più pervasivo di di dispositivi fissi e mobili e di macchine interconnesse. Chi si occupa di Infortuni e sinistri deve imparare a costruire una strategia di gestione del rischio capace di abbracciare anche la dimensione del cybercrime. La sicurezza informatica, infatti, va vista come una nuova opportunità di business per tutte le compagnie assicurative, attraverso la definizioen di nuovi prodotti e nuove soluzioni.

4. Ripensamento delle strategie per attirare, sviluppare e mantenere talenti: gli assicuratori devono imparare a giocare d’anticipo per maturare le competenze necessarie a far fronte alla grande trasformazione in atto. Devono saper analizzare le eventuali lacune e investire in programmi di formazione sempre più spinta per preparare le proprie risorse e per attirare talenti, in particolare i Millennials.

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