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Insurance on-demand, cos’è e quali startup ci stanno puntando

L’insurtech italiana Yolo ha recentemente annunciato la collaborazione con Be per entrare nel mercato internazionale delle polizze on-demand, un nuovo modello di assicurazione che fa leva su tecnologia e mette al centro il cliente

04 Apr 2019

Donatella Cambosu

Redattore


Lo scorso gennaio, in un’intervista con InsuranceUp, il Presidente e co-fondatore di Yolo Simone Ranucci Brandimarte, ce l’aveva detto che i 5 milioni di investimenti appena raccolti sarebbero in parte serviti per avviare il processo di internazionalizzazione. L’alleanza tra la società insurtech e Be, società di consulenza quotata sul segmento STAR di Borsa Italiana e specializzata in Business Consulting e Information Technology, va proprio in questa direzione, e ci va con una precisa strategia verso il mercato dell’ On-Demand Insurance. L’accordo infatti, secondo quanto comunicato dalla società, prevede di amplificare la capacità di proposizione commerciale di Yolo nei negli otto paesi europei in cui è già presente Be (Oltre all’Italia, Regno Unito, Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Romania, Polonia ed Ucraina).

“Grazie alla partnership ad ampio spettro con Be – dichiara Gianluca De Cobelli, Co-founder e CEO di Yolo Group – che fa seguito al sostegno di tutti gli investitori che hanno creduto nel nostro progetto, imprimiamo concreta accelerazione al processo di innovazione e trasformazione digitale in atto nel settore assicurativo, incrementando anche le potenzialità di espansione a livello internazionale”.

L’accordo tra le due realtà prevede una collaborazione sia sul piano dello sviluppo tecnologico della piattaforma Yolo (che è operativa nel B2C, B2B, B2B2C), sia sul piano dello sviluppo commerciale locale e internazionale.

Obiettivo comune delle due società è ‘la disruption in un segmento molto dinamico del mercato’, quello appunto della on-demand insurance.

Ma cos’è esattamente la on-demand insurance?

E’ molto semplice: la on demand insurance è un modello di assicurazione digitale che permette alle Compagnie di rispondere al bisogno assicurativo di un potenziale cliente esattamente nel momento in cui sorge il bisogno e solo per il tempo necessario. Il processo è tutto digitale, molto veloce, il servizio è in abbonamento e con un chiaro pricing. 

I casi di applicazione sono molteplici: in occasione di un viaggio, se si guida l’auto di un’altra persona o si usa la bicicletta, quando si pratica uno sport occasionalmente (ad esempio una partita a calecetto con gli amici), se si utilizza un servizio di sharing mobility, se si fanno dei lavori in casa; se si desidera proteggere determinati beni dall’auto allo smartphone, dall’elettrodomestico a un oggetto cui siamo affezionati.

Insomma gli utilizzi sono potenzialmente illimitati e possono conquistare il cliente con la velocità della sottoscrizione, la personalizzazione, la convenienza, la flessibilità, la trasparenza.

Le startup internazionali dell’on-demand insurance

Nel panorama internazionale diverse startup insurtech si stanno imponendo per il loro modello on-demand, ad esempio Trov, Slice e Cuvva.

Trov, società nata in California, ha ideato (sin dal 2012) una tipologia di polizza assicurativa assolutamente innovativa, che si indirizza in particolare ai millennial: polizze on-demand, per salvaguardare i propri beni personali (computer, smartphone, tv, biciclette, strumenti musicali, equipaggiamento sportivo, macchine fotografiche, ecc), anche per un breve lasso di tempo. Polizze che possono essere “accese o spente” con un paio di passaggi sul telefonino al momento della necessità, i reclami stessi possono essere gestiti nello stesso modo: addirittura con una chat in real time. La società ha già una dimensione globale grazie anche alla sua strategia di collaborazione con le grandi Compagnie. Ne abbiamo parlato qui.

Cuvva è una startup europea, per l’esattezza è scozzese e ha ideato un modello di polizza auto on-demand che probabilmente è venuto in mente milioni di volte a tanti automobilisti, ma mai realizzato prima: in sostanza, permette di acquistare l’assicurazione tramite un abbonamento mensile compreso tra le 10 e le 30 sterline, a seconda della vettura e alla città in cui si vive, che copre il rischio legato a un’auto “ferma”. Alla necessità, cioè quando l’assicurato intende usare la vettura, tramite l’applicazione Cuvva si effettua una sorta di “rabbocco” dell’abbonamento, a partire da 1,20 sterline all’ora, solo per il tempo che si prevede di guidare. La società dichiara che permette di fa risparmiare fino al 70% sui costi assicurativi a proprietari che percorrono meno di 4000 miglia all’anno. Una possibilità che riduce i costi e va incontro ai nuovi modelli di mobilità urbana. Ne abbiamo parlato qui.

Slice, nata a New York, ha cominciato con un primo prodotto assicurativo on-demand destinato alle persone che affittano la propria casa, o stanze, attraverso piattaforme online come Airbnb, HomeAway, OneFineStay and FlipKey. Adesso offre polizze anche per il ride-sharing e per la cyber secutiry, sempre con la formula on demand e rimanendo un intermediario assicurativo che collabora con grandi Compagnie. Slice rende molto semplice l’attivazione della polizza perchè una volta che l’utente è registrato, la copertura viene aggiunto automaticamente per i giorni indicati dal cliente o attraverso un messaggio testuale, il tutto attraverso l’app mobile. Ne abbiamo parlato qui.

In Italia, Yolo è un’intermediario assicurativo esclusivamente digitale e si sta rendendo protagonista del mercato dell’on-demand insurance: si rivolge al consumatore digitale tramite un’offerta di polizze ad hoc che risponde ai suoi bisogni. Tramite l’app è possibile sottoscrivere prodotti instant e pay per use su base giornaliera o mensile: dalla copertura viaggi, alla protezione volo e del proprio smartphone e coperture per attività sportive. Yolo ha adottato un modello di business che fa leva su una piattaforma tecnologica (che fornisce anche alle Compagnie), ma anche moltissimo sulle alleanze strategiche.

Non c’è solo Yolo che va in questa direzione, anche Neosurance è della partita e ha già avviato anche il suo processo di internazionalizzaione: ha sviluppato una tecnologia B2B basata su intelligenza artificiale e machine learning che permette alle Compagnie di proporre micro polizze istantanee dove, quando e per quanto serve al cliente.

Un’altra startup insurtech che si sta affacciando nel mercato on-demand è Poleecy: ha sviluppato un’app dedicata alle polizze temporanee basata su tecnologie blockchain.

Assicurazioni on demand: la tecnologia è l’abilitatore

Come è facile intuire, è la trasformazione digitale che permette di realizzare questi modelli assicurativi, chiamati on-demand insurance, instant insurance, micropolizze.

Una caratteristica distintiva è la completa digitalizzazione del processo di acquisto, via web e ancor di più via mobile: occorre dunque una piattaforma che da un lato è sostanzialmente un e-commerce, dall’altro è in grado di processare i dati, di processare e automatizzare il più possibile una sottoscrizione, e che deve essere dotata di una interfaccia cliente semplice, intuitiva, accattivante, trasparente.

Quali sono le tecnologie oggi dietro le polizza on demand o che saranno sfruttate nel prossimo futuro?

Cloud, intelligenza artificiale, sistemi capaci di analizzare big data e di automatizzare il processo di sottoscrizione, sensori o device telematici (nel caso auto), IoT, blockchain.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Donatella Cambosu
Redattore

Scrive da oltre 15 anni di tecnologie, startup, innovazione. E' condirettore di Startupbusiness e direttore editoriale di University2Business (Gruppo Digital360). Collabora con InsuranceUp sin dalla sua nascita nel 2015, maturando una forte esperienza in ambito insurtech.

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