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Insurtech, investitori quadruplicati in 5 anni

Nel 2012 erano 53 gli investitori venture capital, pionieri dell’insurtech, oggi sono almeno 217. Oltre ai VC tradizionali, si affacciano al mercato i corporate venture capital e i fondi VC dei riassicuratori. Ecco le loro strategie d’investimento

31 Mag 2018

Sono i dati di CB Insights, documentati nel report di Willis ReQuarterly InsurTech BriefingQ1 2018“, che ha dedicato un focus all’andamento degli investimenti del venture capital internazionale nel settore dell’insurance technology, o insurtech.

Il primo punto è appunto questo: la crescita degli operatori dell’investimento, passati ad essere da 53 nel 2012 a 217 nel 2017, ossia il quadruplo, 30% la crescita annua.

Da un conteggio delle transazioni, dal 2012 sono stati monitorati più di 700 investimenti insurtech per un valore di quasi 9 miliardi di dollari di capitale impegnato.

Il report ha suddiviso gli investitori in tre categorie principali: venture capital tradizionali, re-insurance venture capital e corporate venture capitale.

Gli investitori tradizionali in capitale di rischio sono imprese indipendenti, si dedicano in particolare alle operazioni nelle fasi seed e early-stage e sono gli operatori che per primi si sono interessati al mondo fintech/insurtech. Tipicamente, queste imprese sono interessate a fornire rendimenti finanziari agli investitori.

Gli altri due gruppi sono accomunati dal fatto che per loro l’investimento ha tendenzialmente un valore strategico.

Lo sviluppo del re-insurance venture capital è un fenomeno recente. La motivazione principale di questa categoria non è il rendimento finanziario, ma creare valore strategico attraverso lo sviluppo di un piano diretto d’investimento per sfruttare il potenziale di tecnologie emergenti e di competenze.

Vi sono poi una serie di corporate venture capital non autoctoni del mondo assicurativo, ma tuttavia coinvolte sempre più negli investimenti insurtech. Tali imprese sono principalmente grandi imprese tecnologiche o finanziarie che vedono opportunità nel settore assicurativo che ancora non è stato rivoluzionato dalle tecnologie emergenti.

Nell’infografica qui di seguito la mappatura degli investitori venture capital più attivi nel mondo, suddivisi nelle categorie sopra citate.

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In che modo queste società selezionano i propri investimenti?

Il report di Willis Re ha analizzato anche questo attraverso un survey condotta su circa 100 VC, da cui risulta che i driver principali che guidano gli investimenti in una startup sono:

  • Scalabilità del modello di business
  • Capacità della soluzione di risolvere problemi profondi e complessi
  • Prodotto all’avanguardia, pronto all’uso
  • Tecnologie che creano nuove aree di prodotto
  • Tecnologie che accelerano la trasformazione digitale
  • Market fit, dimensioni del mercato e giusto team di founder
  • Vantaggi strategici per il fondo d’investimento
  • Affidabilità, facilità d’uso e accessibilità del mercato
  • Tecnologie per migliorare sottoscrizione e gestione dei sinistri
  • Un team visionario con un’idea scalabile e la capacità di execution

Nei grafici qui sotto si può vedere più nello specifico quali sono i settori d’investimento principali, i big data & analytics sono certamente il tema di maggior peso.

I Venture Capital indipendenti sono considerati i più efficaci al momento, Sequoia, Softbank, Plug and Play, Andreessen Horowitz e Kleiner Perkins sono stati i più citati; ma sul lungo periodo si considera che prevarranno i corporate venture capital (molto citati Allianz, Munich Re, XL Innovate, American Family).

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Il report completo a questo indirizzo.

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