Investimenti fintech, i megaround figli del Covid

Gli investimenti fintech non vanno poi così male, nonostante la pandemia. A tenere alto il livello i megaround in società già affermate che hanno incrementato i propri affari proprio grazie all’accelerazione digitale scatenata dal Covid, tra cui l’insurtech Duck Creek

01 Set 2020

Donatella Cambosu

Redattore


Sono 9,3 i miliardi di dollari investiti in startup fintech globalmente nel secodno trimestre 2020, con un aumento del 17% rispetto al trimestre precedente, riporta Business Insider. Il numero di operazioni è sceso da 452 nel primo trimestre a 397, tuttavia vi sono stati ben 28 megaround (colpi da oltre 100 milioni di dollari) destinati a fintech affermate, che si sono fatte notare in particolare durante la pandemia di Covid-19, che come è noto, ha spinto la digitalizzazione.

I megaround figli del Covid

Tra gli investimenti di maggior spicco (quasi tutti in US), si segnala quello nel gigante dei pagamenti Stripe (600 milioni di dollari); l’applicazione di trading Robinhood (280 milioni di dollari, anche se ha già raccolto altri 320 milioni di dollari nel terzo trimestre); la neobank Nubank con sede in Brasile (300 milioni di dollari); la neobank Varo (241 milioni di dollari) e  l’insurtech Duck Creek (230 milioni di dollari).

Duck Creek non è stata l’unica insurtech: Oscar Health  ha raccolto 225 milioni di dollari, Pie Insurance 127 milioni di dollari, States Title 123 milioni di dollari,  sfiora il titolo di megaround BoughtByMany con 98 milioni di dollari e Coalition con 90 milioni di dollari.

Gli investitori hanno cercato di capitalizzare su società tech che soddisfano la crescente domanda di digitalizzazione. Ad esempio, i timori di essere sostituiti da player più sofisticati dal punto di vista tecnologico stanno spingendo gli assicuratori tradizionali a migliorare la loro offerta digitale, aumentando il valore dei fornitori di software specializzati come Duck Creek. E la conseguente volatilità del mercato che ne è derivata ha incoraggiato un maggior numero di consumatori a cercare piattaforme di investimento, guidando la crescita degli utenti e dei ricavi per il trading di applicazioni come Robinhood.

 

Cosa fa Duck Creek, che ha lanciato IPO

Duck Creek opera nel settore Software as a Service (Saas) e offre programmi specifici pensati per assicuratori e agenzie interessate ad avviare un processo di trasformazione digitale.

La suite di soluzioni SaaS Duck Creek Suite fornisce alle compagnie applicazioni aperte e altamente configurabili in tutte le aree principali delle loro attività, come l’amministrazione delle polizze, la fatturazione, i sinistri, l’analisi, i contenuti del settore, la gestione della distribuzione e la gestione della riassicurazione, tutte fondamentali per le loro trasformazioni digitali. Duck Creek OnDemand è la principale soluzione di sistema SaaS per il settore P&C.

Nelle prime settimane di agosto Duck Creek si è resa protagonista anche di un entusiasmante lancio in Borsa, al Nasdaq, che ha fatto balzare la sua valutazione a circa 3 miliardi di dollari e la raccolta di capitali a oltre 450 milioni di dollari. Il che, dice Techcrunch, per una società che negli ulti tre trimestri ha fatturato poco più di 150 milioni, è un grande successo.

Duck Creek è il prossimo colosso insurtech.

Photo by Elena G on Unsplash

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Donatella Cambosu
Redattore

Scrive da oltre 15 anni di tecnologie, startup, innovazione. E' condirettore di Startupbusiness e direttore editoriale di University2Business (Gruppo Digital360). Collabora con InsuranceUp sin dalla sua nascita nel 2015, maturando una forte esperienza in ambito insurtech.

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