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BeFreest, la startup che ha ideato il naso digitale per monitorare la qualità dell’aria

Finalista all’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif, la startup pugliese protegge dall’inquinamento atmosferico attraverso un dispositivo connesso che ‘annusa e analizza’ la qualità dell’aria. Questo monitoraggio ha il suo perché anche per una Compagnia assicurativa

07 Gen 2020

Concetta Desando

Redattore


Quando BeFreest ha deciso di partecipare all’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif, classificandosi come finalista, l’ha fatto con una consapevolezza: “La qualità dell’aria che respiriamo può avere un impatto anche nel settore assicurativo” dice Fabio Cerino, founder della startup innovativa con sede a Taranto che si occupa di qualità dell’aria. E che, con un prodotto in particolare, Nose, vuole attirare l’interesse anche delle Compagnie.

La storia di BeFreest

Ingegnere, 51 anni, origini pugliesi, Fabio Cerino si definisce uno “startupper maturo”. E in effetti alle startup Cerino arriva in una seconda fase della sua vita. Nella prima, si laurea in ingegneria a Bologna e vive lì per 18 anni. Poi torna nella sua Taranto dove fonda Minerva, società di ingegneria che si occupa di efficienza energetica. La scintilla che farà scattare in lui l’idea di una startup risale al 2017 quando, sul palco del TEDX a Taranto, incontra Fabio D’Aniello: 43 anni, tarantino, Fabio ha un’altra società, Robotronix, attiva nell’ambito di prototipazioni nel settore meccatronico. Diventerà l’altro cofounder di BeFreest. Tra i due nasce un legame d’amicizia, oltre che professionale. E, insieme, decidono di dar vita a una nuova realtà che, da una parte, possa realizzare la vocazione innovativa di entrambi e, dall’altra, diventare una sorta di incubatore di idee innovative capaci di coinvolgere i giovani e avvicinarli all’innovazione.

BeFreest viene fondata nell’agosto del 2018 a Taranto, “con una procedura telematica della Camera di Commercio con la quale abbiamo speso solo 200 euro” racconta Fabio Cerino. Tra i progetti messi a punto dalla giovane impresa c’è Nose: “Si chiama così perché è un naso, respira con noi e rileva gli agenti inquinanti presenti nell’aria” racconta l’imprenditore. E, proprio questo, è il progetto presentato durante Open F@b Call4Ideas 2019.

Nose, il progetto finalista a Open F@b

Nose è un dispositivo progettato per valutare la qualità dell’aria negli ambienti chiusi. Si tratta di un multisensore in grado di misurare la presenza e la concentrazione di gas Radon (inquinante e cancerogeno), di CO2 e di TVOC, temperatura, umidità e pressione atmosferica, oltre ad altri componenti inquinanti (custom PM10 e PM2,5), negli ambienti in cui è installato. I dati raccolti in tempo reale, attrverso comunicazione protetta e dedicata via internet, sono raccolti in un apposito server cloud (hub) per la conservazione e la successiva elaborazione, consentendone la pubblicazione su apposita interfaccia web dedicata dalla quale è possibile scaricare report giornalieri, settimanali e mensili. Hub comanda, attraverso un’interfaccia di comunicazione e controllo, neuron, i dispositivi di ventilazione che, al raggiungimento di soglie di allarme presettate per ciascun inquinante, vengono attivati, con logica IoT, consentendo un corretto e controllato ricambio d’aria degli ambienti in cui è installato il sistema.

Il modello di business

“Il prototipo è stato realizzato sei mesi fa, ora stiamo producendo la seconda serie” continua il founder. E puntualizza: “Lo stiamo già fornendo e installando in diversi comuni e province pugliesi”. Il modello di business prevede la “fornitura del sistema di rilevazione in comodato d’uso, mentre gli apparati di ventilazione possono essere acquistati direttamente dal cliente. Al quale forniamo anche il monitoraggio continuo della qualità dell’aria dell’ambiente in cui vive e una reportistica da scaricare dal portale web. I dati raccolti vengono resi noti anche al sistema di controllo degli apparati di ventilazione che si accendono in caso di bisogno, cioè quando vengono superate le soglie degli agenti inquinanti”.

La call di Open F@b e l’impatto di Nose sulle assicurazioni

“È stato molto interessante partecipare alla call di Open F@b perché la qualità dell’aria incide sulla salute delle persone. Human data science (tema della call 2019, ndr) per noi ha significato proporre un sistema per dare informazioni sui luoghi in cui viviamo e su come questi luoghi possono incidere sulla salute” spiega Fabio Cerino. In tutto ciò c’è poi un’azione positiva: “Noi vogliamo migliorare la qualità dell’aria” dice. E questo potrebbe ingolosire le compagnie e le forme assicurative sui posti di lavoro. “È un po’ come la scatola nera che si mette sulle automobili: se metti la scatola nera ti abbasso il premio perché so cosa stai facendo. Nei luoghi di lavoro io potrei abbassare un premio assicurativo perché so che aria stai respirando, so qual è la qualità del luogo che stai vivendo. Quindi, se sei esposto ad agenti inquinanti il rischio di contrarre malattie è più elevato; al contrario se prevengo queste esposizione il rischio si abbatte”. Dunque, Nose potrebbe essere un prodotto da prendere in considerazione nel mondo assicurativo. “La call di open F@b è stata interessante proprio perché avvenuta all’interno di di questo settore. BNP Paribas Cardif è una grande compagnia. E spero che con questo importante player da gennaio possa aprirsi un confronto sulla nostra idea: perché la messa a disposizione di una mole di dati che interessa potenziali clienti può essere importante per studi di settore ma anche per calibrare proposte ad hoc per il mondo del lavoro” conclude l’imprenditore.

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Concetta Desando
Redattore

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collabora con testate nazionali. Per InsuranceUp ed EconomyUp si occupa di startup, innovazione digitale, social network.

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