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Dai Big Data alla Human Data Science

Aumentano i dati perché aumentano le fonti. Per l’industria assicurativa è una grande opportunità. Ci sono regole da rispettare ma anche scelte da fare per usare i dati a vantaggio dei clienti. Ecco la Human Data Science, al centro del contest Open-F@b Call4Ideas 2019 promosso da BNP Paribas Cardif con InsuranceUp

26 Set 2019

Donatella Cambosu

Redattore


Dai Big Data alla Human Data Science: è un’evoluzione culturale e strategica che attende tutte le grandi aziende, anche nel settore assicurativo. Che cosa significa? E che cosa comporta? Proviamo ad analizzare un percorso che è già cominciato e lungo il quale alcune compagnie stanno accelerando. BNP Paribas Cardif ha, per esempio, dedicato la sesta edizione del contest Open-F@b Call4Ideas, in collaborazione con InsuranceUp (qui la pagina dedicata), chiedendo a start-up, scale-up, imprese innovative e giovani studenti di proporre soluzioni che possano arricchire la catena del valore alimentata dai dati, considerando anche il fattore umano.

L’analisi statistica e l’elaborazione dei dati sono storicamente uno dei fondamenti dell’attività delle imprese di assicurazione. I dati sono sempre stati raccolti ed elaborati per definire le decisioni di sottoscrizione, le politiche dei prezzi, la liquidazione dei sinistri e la prevenzione delle frodi.

Prima dell’era digitale, le fonti di dati erano costituite da informazioni mediche, demografiche, elementi di rischio, abitudini di vita e comportamenti, lo storico dei risarcimenti, l’esposizione bancaria, ecc. La ricerca di set di dati e modelli predittivi più granulari è stata quindi sempre oggetto di grande attenzione da parte delle compagnie di assicurazione, pertanto la rilevanza assunta oggi dai Big Data Analytics (BDA) non è una sorpresa.

Nell’era digitale i dati tradizionali sono acquisiti con maggiore completezza e precisione, ma non solo: sono sempre più spesso combinati con nuovi tipi di dati, come i dati dell’internet degli oggetti (Internet of Things – IoT), i dati online o i dati dei conti bancari e delle carte di credito, i dati genetici, addirittura un selfie può essere utilizzato per effettuare analisi più sofisticate e complete, in un processo definito ‘arricchimento dei dati’ o ‘data enrichment’. I dati a disposizione sono sempre di più perché aumentano le fonti, come si può vedere da questa tabella.

Big Data Analytics, quali effetti sulle assicurazioni

L’uso di BDA ha un impatto dirompente in tutta la catena del valore e dei processi: determinazione dei prezzi e sottoscrizione, vendita e distribuzione, servizi post-vendita e assistenza, gestione dei sinistri, sviluppo dei prodotti.

In poche parole, per le assicurazioni stiamo parlando di maggiore efficienza operativa, riduzione dei costi, maggiore capacità di soddisfare il cliente, evoluzione del proprio business.

Secondo Eiopa (Report Big Data Analytics in Motor and Health Insurance), l’utilizzo dei dati si è in particolare concentrato fino a questo momento in tutta la catena del valore dell’assicurazione auto e salute, alimentando nuovi modelli di business data-driven.

È chiaro che si tratta di un punto di ripartenza per l’industria assicurativa: la metamorfosi dell’insurance in insurtech è senza ritorno, l’uso dei dati ne è la precondizione e gli sviluppi cui assisteremo negli anni a venire riguarderanno tutti i rami assicurativi tradizionali e quelli nuovi che potranno essere concepiti per soddisfare le esigenze nate dai nuovi stili di vita (si pensi solo all’emergente richiesta di polizze in ambito sharing economy, cyber security, calamità naturali).

Big Data e assicurazioni: quali dati utilizzare e come

L’uso dei dati in ambito assicurativo non è quindi in discussione, il nodo vero è quali dati utilizzare e come. Innanzitutto ci sono le regole sulla data protection, sia quelle già in vigore, che devono essere ovviamente rispettate, sia quelle che ancora sono in corso di definizione dai legislatori di tutto il mondo. Ma ci sono anche le scelte che una Compagnia fa a monte, abbracciando una propria cultura del dato, una policy e una visione innovativa del business data-driven.

Bisogna andare oltre la ‘compliance’ con gli obblighi di legge: un’azienda che utilizza dati può fare di più, in base alla propria sensibilità, e incentivare maggiormente l’‘ethical approach’, l’approccio etico ai dati, quello che mette in primo piano l’impatto e il valore per il cliente (o il dipendente) rispetto all’interesse dell’azienda stessa.

“Si tratta di continuare a lavorare in questa ottica”, spiega Daniele De Vita, Chief Analytics Officer di BNP Paribas Cardif, “e fare in modo che i dati che ci vengono forniti dal cliente, oltre ad essere utilizzati in modo corretto e trasparente, siano utilizzati con efficacia ed efficienza per accrescere la qualità e le opportunità dei servizi offerti, rendendoli sempre più innovativi e soddisfacenti. Come Compagnia abbiamo l’obiettivo di migliorare la vita del cliente e oggi questo possiamo farlo attraverso la Human Data Science”.

BNP Paribas Cardif e gli Human Analytics

In Italia BNP Paribas Cardif ha accolto da qualche tempo il concetto di Human Analytics, un approccio ‘umano’ all’analisi e modellazione dei dati che valorizza i dati personali (preferenze, interessi, valori, emozioni, salute, tratti e caratteristiche personali, ecc) provenienti da molteplici fonti, integrandoli con informazioni più tradizionali, in un processo di ‘data enrichment’ volto a comprendere più a fondo i bisogni e le paure delle persone per offrire soluzioni innovative e migliorare la relazione con il cliente. Questi sforzi vengono indirizzati in particolare verso l’ambito ‘health’, quello più ‘umano’ di tutti e in cui circola una quantità immensa di dati sensibili; ma anche verso il welfare aziendale, dove i dati possono essere utilizzati per migliorare il benessere dei dipendenti.

In questo contesto e in questa visione nasce la scelta di dedicare alla Human Data Science la sesta edizione di Open-F@b Call4Ideas, l’iniziativa di open innovation organizzata con InsuranceUp, il cui bando è attualmente aperto fino al prossimo 28 ottobre.

Open-F@b Call4Ideas 2019, come funziona

BNP Paribas Cardif cerca start-up, scale-up, imprese innovative e giovani studenti che propongano soluzioni in grado di arricchire la catena del valore alimentata dai dati in tanti ambiti di applicazione, tra cui i servizi innovativi di micro-assicurazione grazie all’estrapolazione di valore aggiunto partendo dalle informazioni già in possesso, tool per la personalizzazione della relazione con il cliente, soluzioni per migliorare la customer journey e il customer well-being, nuovi prodotti assicurativi custom-designed, idee per il posizionamento nell’ecosistema Health, inclusi servizi in ambito nutrizionale e psicologico.

I finalisti di Open-F@b Call4Ideas 2019 saranno selezionati da un Comitato costituito da executive del Gruppo BNP Paribas e di BNP Paribas Cardif, da professionisti universitari nell’ambito delle tecnologie digitali e da esperti, e presenteranno le proprie idee innovative all’evento finale che si terrà a Milano a fine novembre. I tre vincitori avranno la possibilità di essere affiancati dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione della loro idea o del loro progetto, tenendo in considerazione le esigenze di business e del mercato.

Su questa pagina maggiori informazioni e modalità di partecipazione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Donatella Cambosu
Redattore

Scrive da oltre 15 anni di tecnologie, startup, innovazione. E' condirettore di Startupbusiness e direttore editoriale di University2Business (Gruppo Digital360). Collabora con InsuranceUp sin dalla sua nascita nel 2015, maturando una forte esperienza in ambito insurtech.

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