Ascione (Healthware): la salute del futuro è digitale, ma più umana (video)

Donatella Cambosu

Redattore

Roberto Ascione, fondatore e Ceo di Healthware perché il digitale porta a una svolta nella gestione della salute , e porta vantaggi nelle cure e nella sostenibilità dei sistemi sanitari. “Non avremo una tecno-medicina, ma una maggiore personalizzazione nei trattamenti e più umanità nelle realazioni con i pazienti”

19 Dic 2019

Tra i player più rilevanti dello scenario digital health internazionale c’è Healthware, società nata in Italia dall’iniziativa di Roberto Ascione, basata a Salerno e con uffici principali a Milano, Londra e New York, che opera nella consulenza strategica, dei progetti, applicazioni e servizi innovativi per il settore della salute e sta espandendo già da alcuni anni la sua offerta nell’ambito della digital health e, più recentemente, dei digital therapeutics. Lo scorso gennaio ha raccolto 10 milioni di euro di investimenti venture capital da FII Tech Growth (Fondo italiano d’investimento) proprio per finanziare i suoi sviluppi e la sua crescita.

In questa video intervista, Roberto Ascione spiega in che cosa consiste la digital health, quali benefici porterà alle persone e ai sistemi sanitari.

E sottolinea che, nonostante la salute digitale sia basata sulle tecnologie, in realtà porterà a umanizzare la medicina stessa, grazie a percorsi di cura personalizzati, molta prevenzione e una maggiore disponibilità dei medici a sviluppare la relazione con i pazienti, perché avranno più tempo.

“Io credo che la digital health cambierà profondamente la gestione della salute. Siamo abituati a una medicina uguale per tutti, o che ragiona per grandi gruppi di individui. L’avvento del digitale nella salute offre una grande opportunità di personalizzazione. Poiché la nostra salute è molto variabile individualmente, questa personalizzazione della medicina, dei trattamenti, delle cure ci aspettiamo che darà grandi risultati.”

“Nel mio recente libro ‘Il futuro della salute’ parlo di come la tecnologia porterà a umanizzare le cure, non avremo una fredda tecno-medicina, ma un aumento di empatia, di umanizzazione, grazie alla maggiore personalizzazione e anche al maggior tempo che i medici avranno a disposizione per dedicarsi ai pazienti”.

Puoi leggere l’intervista integrale anche in questo articolo.

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Donatella Cambosu
Redattore

Scrive di tecnologie, startup e innovazione da oltre 15 anni. Dal 2015 collabora con il Gruppo Digital360, in particolare con le testate Startupbusiness, University2Business, EconomyUp. Collabora con InsuranceUp sin dal lancio del portale avvenuto nel 2015 e ha maturato un'ampia esperienza in ambito insurtech.

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