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Social Impact in crescita e l’Italia è della partita

La tendenza per le nuove iniziative imprenditoriali a impatto sociale è positiva in tutto il mondo, dice Marco Fabio Nannini, Ceo di Impact Hub Milano e business angel. Che in questa intervista spiega come anche il nostro Paese possa giocare un ruolo importante. I risultati dell’incubatore che guida dicono che per le startup sociali c’è spazio

09 Lug 2018

Secondo le Nazioni Unite, saranno necessari dai 5 ai 7 trilioni di dollari ogni anno fino al 2030 per soddisfare gli obiettivi di sviluppo sostenibile in tutto il mondo. Negli ultimi anni c’è stata una presa di coscienza che tali obiettivi non possano essere raggiunti se non attraverso un attivo coinvolgimento di tutta la società, singoli, imprese, istituzioni. E ci si è resi conto che la ‘sostenibilità’ e il ‘positive impact’ sono temi che anche un’azienda for profit può mettere al centro della propria azione. Il tema dell’impatto sociale è oggi un mercato che cresce: cresce il numero di imprese a impatto sociale, cresce l’impact investing, cresce tutto l’ecosistema attorno a questa filosofia.

Ne abbiamo parlato con Marco Fabio Nannini, Ceo di Impact Hub Milano, Incubatore Certificato a impatto sociale e Senior Advisor di FabriQ, l’Incubatore di Innovazione Sociale del Comune di Milano. Nannini è anche membro di Toniic, il più importante network di Impact Investor al mondo, cofondatore di alcune startup, e business angel.

Qual è lo scenario globale delle iniziative a impatto sociale?

Analizzando il settore del Social Impact a livello globale, è evidente che ci troviamo in un periodo storico estremamente positivo. Gli investimenti nel settore hanno infatti visto una notevole accelerazione negli ultimi anni e questo è messo in evidenza dall’aumento dei capitali a supporto di iniziative di tipo sociale. Qui è giusto sottolineare l’importante ruolo che l’Europa sta assumendo. Le iniziative europee in ambito di sostenibilità delineano un importante intervento di alcune istituzioni bancarie, che hanno intrapreso l’iniziativa di aprire fondi finalizzati unicamente al supporto di iniziative Impact. Esempi sono Credit Swisse con la raccolta di un fondo di Impact Investing da 500M$, e JP Morgan che ha stabilito un’unità di Social Finance nel 2007 ed è attiva ormai da diversi anni in iniziative sociali (incluso, per altro, lo Scaling Program nel network Impact Hub). Sempre nei confini europei, l’Impact Investing è sempre più sostenuto da un supporto istituzionale. Tra le istituzioni principali, cito la nascita dei tre fondi europei EUSEF in Germania e in Francia, focalizzati interamente sull’Impact Investing o la realizzazione del Social Impact accelerator, atto a coinvestire in fondi di Impact Investing.

A che punto siamo in Italia?

L’Italia può giocare un ruolo fondamentale in questo contesto. Il robusto sistema di competenze scientifiche e tecnologiche, insieme a un terzo settore capace di coniugare una consolidata vocazione sociale con significative capacità imprenditoriali sta alla base del potenziale italiano in ambito Social Impact. Qui risulta fondamentale il ruolo di sostegno da parte di incubatori e acceleratori a supporto di iniziative imprenditoriali in ambito Impact.

E le aziende, quale ruolo possono avere nell’Impact Investing?

Sicuramente l’Impact Investing non va visto come l’evoluzione della Corporate Social Responsability tradizionale, ma come l’evoluzione dell’investimento etico e responsabile. Mentre la CSR è basata sulla concezione secondo cui per avere un impatto positivo bisognava sostenere costi addizionali, sacrificare parte del Ritorno di investimento e investire pesantemente in comunicazione, l’Impact Investing diventa una concreta opportunità per l’investitore, con ROI e margini più alti. Questo è dovuto alla forte crescita della domanda per prodotti e servizi sostenibili e alla generale disponibilità a pagare un premium price da parte dei clienti. Per investimenti a impatto sociale si fa quindi riferimento ad un’intenzionalità proattiva con cui l’investitore persegue lo scopo sociale insieme al ritorno economico.

Gli incubatori hanno un ruolo molto importante nel sostenere le iniziative imprenditoriali emergenti. In che modo si concretizza il sostegno di Impact Hub?

Il network globale di Impact Hub nasce proprio con l’obiettivo di promuovere e supportare attività ad alto impatto. L’obiettivo principale del network è quello di offrire ai suoi associati un ecosistema unico di risorse e opportunità di collaborazione per far crescere l’impatto positivo del proprio lavoro. Ad oggi, il network riconosce circa 16.000 membri e più di 100 spazi nel mondo. Impact Hub Milano (IHM) ha aperto i battenti nel 2010 e quattro anni fa è stato riconosciuto come incubatore certificato, primo in Italia con focus sulle startup sociali.

Siamo molto attivi con tutte le iniziative orientate all’Impact Investing, come eventi di divulgazione, investimenti diretti e attività di incubazione/accelerazione. In particolare, su 3 fronti abbiamo diverse iniziative importanti:

Impact Park, un evento internazionale di confronto sul tema dell’Impact Investing, che ha visto oltre 400 partecipanti, 60 speaker fra investitori e imprenditori del settore, tra cui personaggi come Julia Balandina, esperta e autrice di “Guide to Impact Investing”; Ibrahim AlHusseini, fondatore e managing partner di FullCycle Energy Fund; Robert Rubinstein, fondatore di TBLI; Riccardo Sabatini, il genio italiano del DNA che ha incantato il TED e Charly Kleissner, fondatore di Toniic;

Impact Angels un gruppo di Business Angels che investe in startup ad alto impatto. Nato un’anno fa ad oggi conta già due investimenti all’attivo (Mukako e RiCompro) e altri 3 in valutazione;

IHM Acceleration, una call for equity che prevede un supporto di 250.000€ in servizi di incubazione e finanziamenti suddivisi equamente tra 5 progetti selezionati. Oggi la call è giunta alla sua terza edizione e ha riscosso un ottimo successo nelle prime due edizioni. Il programma ha lo scopo di sostenere la crescita dei progetti sino alla fase Ready to Invest. Le prime due edizioni hanno visto svilupparsi progetti molto interessanti. Tra questi vi è senza dubbio FeatFood, cui attività si focalizza sulla preparazione e consegna di piatti sani e bilanciati e che sta vivendo una rapida espansione sul territorio milanese. Wishraiser, che propone a VIP ed Influencer di raccogliere fondi per ONP attraverso lotterie, mettendo in palio un’esperienza in loro compagnia (Cena, VipPass etc). IHM ha attualmente un portafoglio di partecipazioni di oltre 20 startup a dimostrazione che il segmento dell’Impact Investing è in grande crescita.

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