LO SCENARIO

Assicurazioni e automotive, i nuovi trend: guida autononoma, assicurazioni connesse e personalizzazione

Secondo un’analisi di McKinsey, il mercato delle polizze auto tradizionali, pensate per veicoli a benzina, arresterà la sua crescita entro il 2025 per concetrarsi pienamente sulle nuove tecnologie. Dai veicoli a guida autonoma ai sistemi interconnessi, ecco i nuovi trend da tenere d’occhio

14 Ott 2022

Assicurazioni e automotive, quali sono i nuovi trend? L’introduzione di nuove tecnologie è destinata a modificare, nel breve e medio termine, il settore delle polizze auto, che solo negli Stati Uniti ha un giro d’affari da 260 miliardi di dollari. A dirlo è il nuovo report della società di consulenza McKinsey, presentato a metà settembre.

Dai veicoli a guida autonoma ai sistemi interconnessi, ecco le tecnologie chiave da tenere d’occhio, e le previsioni per il futuro del settore.

Assicurazioni e automotive: le tre tecnologie chiave

La ricerca di McKinsey non lascia spazio a dubbi: i veicoli a guida autonoma (autonomous-vehicle, AV) hanno il potenziale per rivoluzionare il settore delle assicurazioni auto, grazie principalmente a un vantaggio essenziale: permettono di ridurre la frequenza degli incidenti, grazie a sistemi avanzati di sicurezza.

Questo, a sua volta, può cambiare il paradigma alla base del settore assicurativo per auto, portandolo dall’attuale mentalità di riparazione dei danni a quella concentrata sulla previsione e la prevenzione degli infortuni. Inoltre, con i veicoli a guida autonoma la responsabilità dei danni passerà dall’attuale operatore umano all’ente commerciale associato al veicolo.

Tra i settori che potranno beneficiare maggiormente delle novità portate dalla guida autonoma troviamo i trasporti pesanti su gomma: gli esperti infatti prevedono che i camion AV saranno sulle nostre strade entro i prossimi cinque anni. Nello stesso periodo di tempo, cresceranno anche i fondi e la ricerca per le auto a guida autonoma pensate per utenti singoli o famiglie.

Altra innovazione dall’enorme potenziale è quella dei veicoli interconnessi, che sfruttano la tecnologia wireless per comunicare con sistemi esterni, favorendo così lo scambio continuo di dati e informazioni. Nel prossimo futuro sistemi di questo tipo saranno integrati nell’auto, senza bisogno di alcuna installazione ulteriore da parte dell’utente, per fornire un’esperienza di guida ancora più efficiente.

In particolare, i veicoli interconnessi raccoglieranno informazioni su fattori come la distanza percorsa, la posizione, l’accelerazione e i rallentamenti bruschi, e saranno quindi in grado di fornire allerte e messaggi relativi a imminenti pericoli rilevati o ad altri fattori legati alla sicurezza, come la pressione delle gomme e la posizione anomala del volante.

Queste nuove funzionalità aprono opportunità promettenti non solo per i produttori di veicoli, ma anche per gli assicuratori, che possono offrire polizze personalizzate e usage-based, in cui il premio è determinato in base alle abitudini di guida di ogni cliente.

Infine, anche la crescente diffusione dei veicoli elettrici è destinata a cambiare, nel medio e lungo termine, le dinamiche del mondo insurance, portando le compagnie più innovative a introdurre nuove polizze che rispondano alle esigenze di un mondo attento alla sostenibilità ambientale.

L’impatto sul mercato assicurativo

Secondo McKinsey, il mercato delle polizze auto tradizionali, pensate per veicoli a benzina, arresterà la sua crescita entro il 2025 per concetrarsi pienamente sulle nuove tecnologie. Questo è destinato a modificare profondamente le dinamiche attuali, da diversi punti di vista.

In primo luogo, la crescente adozione di sistemi di sicurezza avanzati ridurrà il verificarsi di incidenti, producendo anche una parziale perdita di mercato per il settore assicurativo e spingendo per l’adeguamento al ribasso dei premi. Inoltre, la diffusione di veicoli elettrici e interconnessi richiede necessariamente la presentazione di nuovi prodotti assicurativi. Inoltre, come già accennato, i veicoli a guida autonoma sposteranno parte della responsabilità dal guidatore al produttore del mezzo in questione, una grossa novità che il settore assicurativo dovrà gestire.

In conclusione, lo studio di McKinsey stima che entro il 2030 tra i 140 e i 160 miliardi di dollari in premi per il settore delle auto individuali potrebbero risentire delle conseguenze portate dalle nuove tecnologie, e gli assicuratori dovranno quindi adattare i rispettivi servizi alle nuove esigenze di utenti e produttori.

Tre scenari per il futuro

Il mercato insurance potrebbe reagire in modo diverso alle innovazione che si stanno affermando. In primo luogo, per esempio, i produttori di veicoli potrebbe decidere di entrare direttamente nel mercato, attratti anche dalle ampie possibilità di guadagno.

Un’altra possibilità è che i produttori decidano di intensificare la collaborazione con gli assicuratori, lasciando così spazio per entrambi senza necessariamente entrare in competizione. In questo scenario, il produttore si presenterà come una sorta di agente: dovrà gestire il processo di distribuzione delle polizze, ma l’assicuratore si occuperà di tutte le restanti operazioni, come quelle legate alla sottoscrizone e all’eventuale compensazione dei danni.

Una terza opzione consiste nella creazione di marketplace interconnessi tra produttori e assicuratori, tramite il quale i produttori si limiteranno a vendere i dati sui veicoli agli assicuratori, che potranno sfruttarli per gestire al meglio tutte le altre operazioni.

Assicurazioni e automotive, la situazione in Italia

L’interesse per la digitalizzazione nel settore auto insurance è forte anche nel nostro Paese. Secondo un’analisi di Facile.it, per esempio, nel 2022 più di 1 italiano su 3 – il 34,2% – è solito acquistare le polizze per RC auto online, direttamente dal proprio smartphone. Inoltre, una ricerca della società di consulenza PwC ha mostrato come già nel 2016 più del 50% delle aziende stessero offrendo soluzioni assicurative connesse per il settore auto.

Secondo l’Osservatorio Connected Car & Mobility del Politecnico di Milano, in Italia a fine 2020 erano attivi 17,3 milioni di veicoli connessi – il 45% di quelli in circolazione – e il mercato valeva quasi 1,2 miliardi di euro. Le soluzioni più diffuse erano i dispositivi Gps, capaci di localizzare il veicolo e tracciare le sue caratteristiche principali, ma stavano attraversando una forte crescita anche le auto connesse: tendenze in linea con quanto rilevato negli Stati Uniti.

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