Cos’è la Smart Home: applicazioni e opportunità per le assicurazioni

Dal telecomando TV all’intelligenza artificiale, come si evolve la casa intelligente e che ruolo possono giocare le Compagnie in un ecosistema di servizi pensati per la ‘casa rifugio’ e per un nuovo stile di vita

19 Mag 2020

Donatella Cambosu

Redattore

house in the landscape by russian firm niko architect

Si definisce Smart Home l’insieme di applicazioni software e dispositivi connessi che rendono le abitazioni più sicure, sostenibili, confortevoli, sane. L’antenato di tutti i dispositivi Smart Home? Il telecomando della TV. Nei primi anni di esplosione della domotica erano molto in voga anche i telecomandi per le tapparelle delle finestre, ma era già ovvio che il potenziale di sviluppo fosse enorme. Bill Gates, la cui villa vicino a Seattle costruita circa 20 anni fa è ancora un ‘modello’, è un grande sostenitore della casa intelligente, in cui la tecnologia deve essere prima di tutto invisibile: per esempio, nella sua casa ogni ospite riceve una chiave elettronica che comunica costantemente la sua posizione al sistema, in modo che ogni ambiente reagisca in relazione alla sua presenza.
Oggi, nel post-Covid, la Smart Home può allargare il suo raggio d’azione e andare a occuparsi persino di salute: protagonisti in questa direzione saranno l’intelligenza artificiale, ma anche tutte quelle aziende di prodotti e servizi che sapranno integrarsi in un nuovo ecosistema, quello appunto della Smart Home.

Alcuni dati sul mercato Smart Home

Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, la Smart Home vale in Italia 530 milioni di euro, con una crescita del 40% anno su anno. E’ un mercato in crescita, i cui albori si erano visti ai tempi della domotica, ma che negli ultimi anni ha ripreso grandissimo slancio grazie allo sviluppo della sensoristica, dell’internet delle cose e di un ecosistema di prodotti e servizi che permettono a questo settore di rispondere meglio a bisogni reali.
In tutto il mondo il mercato potenziale per le soluzioni Smart Home è enorme e anche in Italia c’è ancora strada da fare prima di parlare di vero boom, ma molti passi avanti si sono fatti negli ultimi due anni. Il 2018 è stato infatti l’anno di svolta per il settore Smart Home in Italia: non solo il mercato è cresciuto del 52% rispetto al 2017, ma sono finalmente arrivati i tanto attesi smart home speaker. Il 2019, con un ulteriore incremento del 40%, non ha fatto altro che confermare il fenomeno. Gli assistenti vocali intelligenti fungono anche da traino per l’intero settore, che ha visto un incremento nelle vendite di diversi oggetti smart per la casa.
L’Italia è comunque abbastanza indietro rispetto ad altri Paesi europei.

L’intelligenza artificiale  e le applicazioni per la casa intelligente

Come si vede in questo video che mostra il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg interagire nel quotidiano con il suo assistente personale Jarvis, che ha la voce di Morgan Freeman, la casa intelligente diventa quasi ‘viva’, ed è in grado di soddisfare e in alcuni casi prevedere i bisogni del suo proprietario.
Alla base di un’applicazione come quella di Facebook o degli Home speaker c’è l’intelligenza artificiale, la tecnologia determinante per lo sviluppo futuro della casa intelligente, un futuro in cui tale intelligenza sarà totalmente integrata nella casa stessa e la gestirà complessivamente. Gli home speaker saranno a quel punto superati, perché parleremo direttamente con l’appartamento.
Ma oggi, quali sono le applicazioni già disponibili?

Le soluzioni, prodotti e tecnologie, per la Smart Home sono sempre più numerosi e possono essere accorpati in alcune aree principali: comfort nelle abitazioni, salvaguardia dell’ambiente ed economia; sicurezza delle persone. In particolare nel mercato italiano si stanno diffondendo:

  • Climatizzazione/riscaldamento (condizionatori, termostati o caldaie regolabili a distanza o tramite App);
  • Elettrodomestici (accensione/spegnimento da remoto, tramite App o con la propria voce, di lavastoviglie, lavatrici, forni a microonde);
  • Illuminazione (accensione/spegnimento, regolazione del colore o dell’intensità tramite App o con la propria voce);
  • Sicurezza (impianti di videosorveglianza e videocitofonia con possibilità di accedere alle immagini a distanza e/o da Smart TV, serrature intelligenti che inviano allarmi in caso di intrusione);
  • Smart home speaker (dispositivi comandabili tramite voce che consentono di ricevere informazioni – es. sul meteo, sul traffico – e di impartire comando – es. regolare le luci o la temperatura).

Smart home speaker: il boom arriva con il coronavirus

Oltre alle mascherine e al distanziamento sociale, il Covid-19 ci ha regalato la paranoia da contatto. D’altro canto anche le raccomandazioni ufficiali suggerivano di lavare spesso le mani e pulire con maggiore accanimento del solito la casa e tutte le superfici. Improvvisamente, è stato subito evidente a chiunque l’utilità dei comandi vocali. Risultato?
Secondo ABI Research nei primi mesi del 2020, le vendite di dispositivi per il controllo vocale cresceranno a livello globale di quasi il 30% rispetto al 2019. Grazie agli home speaker potremo controllare Tv, interruttori della luce, termostati, maniglie delle porte e altro ancora. E magari potremo anche fare shopping online.

Tutto ciò se, oltre all’home speaker, avremo la pazienza di connettere allo stesso tutti gli altri dispositivi della casa e magari modernizzarli. Google Home e Alexa o il maggiordono Jarvis di Facebook, non funzionano per magia, hanno bisogno di essere connessi al ‘resto della casa’.

Smart home, sicurezza e privacy

Qualunque dispositivo digitale è esposto ad attacchi informatici. Con la crescita dei dispositivi connessi stanno crescendo anche le minacce dei cyber attack, ma al tempo stesso aumenta la consapevolezza e l’attenzione a questo tema da parte dei produttori e dei consumatori. La stessa crescita del mercato è legata a una percezione di sicurezza informatica: chi vuole vivere in una casa dove ogni dispositivo elettronico si blocca, le porte non si aprono più e il riscaldamento impazzisce?

Ma il tema non è solo questo, c’è anche la privacy da considerare.

Le soluzioni Smart Home raccolgono un’ingente mole di dati spesso con lo scopo di assolvere la loro funzione, pensiamo ai dispositivi per l’efficienza energetico; oppure per poter imparare e regalarci una migliore esperienza; spesso raccolgono nella nostra totale inconsapevolezza: esistono già molte polemiche sul fatto che gli assistenti di Amazon e Google siano in grado di spiarci.

Il GDPR è nato proprio per preservare la privacy delle persone, e pertanto le aziende operanti in Europa nel settore Smart Home devono dimostrare di essere conformi al GDPR e i soggetti che in futuro vorranno entrare nel mercato europeo dovranno rispettarne gli standard di sicurezza per poter vendere prodotti smart, in modo da garantire la sicurezza dei dati raccolti e trasmessi.

Sotto questo aspetto, anche le Assicurazioni che entreranno nella Smrt Home con le loro offerte, sono chiamate non solo alla compliance, ma una cultura etica del dato in cui la crescita del volume di dati raccolti faccia crescere anche il valore del servizio offerto al cliente finale.

Smart Home e Assicurazioni

Le assicurazioni possono giocare un ruolo da protagonisti nell’ecosistema della Smart Home. Tradizionalmente le assicurazioni si sono sempre occupate delle nostre case, offrendo copertura per una serie di infausti eventi (danni, furti, ecc) secondo lo schema tipico del risarcimento a danno avvenuto e accertato. La trasformazione digitale ha abilitato le compagnie assicurative a fare un salto qualitativo molto importante della propria value proposition, passando dalla semplice copertura del danno alla prevenzione dello stesso e alcune compagnie si sono già avviate in questa direzione.
Ma in futuro, c’è molto altro che si può fare.
Le assicurazioni possono essere il canale per rendere le nostre case più smart ed essere pioniere di servizi evoluti per la casa intesa non più solo come una ‘proprietà’ ma come spazio che accoglie l’intero lifestyle della persona, il suo rifugio.
Smart working, attività fisica e intrattenimento, telemedicina, e-learning sono i nuovi temi legati alla casa nati dalla quarantena, ma che rimarranno nel post-Covid. Sono temi che offrono alle assicurazioni nuovi spunti per la creazione di servizi innovativi e anche una diversa modalità di relazione con il cliente, la ‘smart home’ può essere un nuovo touchpoint.

Smart Home

Secondo gli analisti di McKinsey, quello della Smart Home sarà uno dei 4 ecosistemi tecnologici più importanti in futuro per le assicurazioni, quello in cui si potranno sviluppare maggiormente servizi innovativi, ad esempio, con riferimento alle tecnologie di Ambient Assisted Living, un settore che si collega poi alla connected health, particolarmente rilevante a causa dell’invecchiamento della popolazione e ora anche dei rischi connessi alle pandemie.

Le startup internazionali della Smart Home

Per le compagnie assicurative che vogliano intercettare il mercato della casa intelligente la strada più veloce si chiama ‘startup’.
In un clima di open innovation, le startup possono portare alle compagnie non solo la loro tecnologia, ma anche la cultura lean, la creatività e le loro competenze, ed è da questa sinergia che possono svilupparsi nuovi modelli di business.

Prendiamo ad esempio Josh.ai, una startup di Denver che ha raccolto recentemente un investimento da 11 milioni di dollari. E’ un’intelligenza artificiale a comando vocale, che non solo non ha paura di Alexa e Google Home, ma per differenziarsi fa leva proprio sul sentimento di rifiuto (sempre più diffuso in una certa fascia della popolazione) che le BigTech possono generare. Ogni difetto di Alexa (es. il trattamento dati e la privacy) è il valore aggiunto di Josh, che si rivolge al cliente di alta fascia.

Questa intelligenza artificiale è potenzialmente in grado di controllare qualsiasi altro dispositivo della casa, basta connettere e programmare. In più Josh capisce il linguaggio naturale molto bene ed è in grado di imparare con facilità, dice la società. Anche le domande complicate possono essere programmate senza sforzo, come ad esempio: “All’alba, se sono a casa, accendi lentamente le luci della camera da letto, apri le tende, accendi la radio e prepara una caffettiera”.
Ora, se ci fosse un partner assicurativo in questa relazione, Josh potrebbe rispondere “Mr. Stark, il suo sonno è stato parecchio disturbato, questa mattina la sua temperatura è alterata e la sua pressione alta, sarebbe meglio che lei bevesse un tè verde e rimanesse a casa. La sua assicurazione le propone un video consulto medico per le 9, accettiamo?’

Secondo CBInsights le startup Smart Home sono davvero variegate, ma possono essere raccolte in queste categorie:

Energia & Utenze: Sono aziende che utilizzano sensori, tecnologia di monitoraggio e dati per risparmiare acqua ed energia. Tra queste vi sono aziende come Tado, che ha creato un prodotto che rileva automaticamente la vicinanza di un utente alla residenza e regola la temperatura di conseguenza, con un controllo aggiuntivo dalla loro applicazione per smartphone.
Serrature intelligenti: Startup come August forniscono soluzioni alternative alle chiavi tradizionali con chiavi virtuali e altre serrature elettroniche. Alcuni prodotti di queste aziende consentono inoltre agli utenti di vedere e parlare con i visitatori a distanza.
Soluzioni generali per la casa intelligente: Invece di produrre un unico gadget intelligente, queste aziende costruiscono o distribuiscono sistemi multi-device che automatizzano diverse parti della vostra casa, come le soluzioni di sicurezza, meteorologiche, per la cura dell’aria e dell’energia e il monitoraggio di Netatmo o gli appartamenti intelligenti di IOTAS.
Cucina e elettrodomestici: Questi includono prodotti per la casa che funzionano come un elettrodomestico o un dispositivo convenzionale, ma che offrono vantaggi attraverso la connettività, come Innit, che sta attualmente sviluppando un sistema di cottura basato sull’apprendimento automatico e sensori ad alta tecnologia in grado di rilevare ciò che viene prodotto e di regolare il tempo di riscaldamento e di cottura in modo appropriato durante l’intero processo.
Robot domestici: In questa categoria rientrano le aziende che producono robot specifici per la manutenzione e l’assistenza in ambiente domestico. Tra queste vi sono l’assistente sociale robotico Jibo, e Rokid, un dispositivo per la casa intelligente che utilizza l’intelligenza artificiale e il deep learning per fornire informazioni ed eseguire compiti tramite interazioni vocali e visive.
Monitoraggio e sicurezza: Sono aziende che offrono sicurezza e monitoraggio all’interno o all’esterno attraverso telecamere installate per tenere d’occhio le case, i bambini, gli anziani e gli animali domestici. Tra le aziende presenti nello spazio ci sono Smartfrog e Ring.
Wi-Fi e Cybersecurity: Queste startup forniscono soluzioni Wi-Fi e cybersecurity per collegare e proteggere i dispositivi intelligenti all’interno della casa. Come CUJO, un firewall intelligente che protegge la casa di un utente connesso da hacker criminali, ed Eero e Starry, altre due aziende che offrono sistemi Wi-Fi domestici, che hanno raccolto copiosi investimenti.
Salute e benessere: Sono prodotti che aiutano gli occupanti della casa a mantenere la loro salute e il loro stile di vita, come Sleepace, un dispositivo intelligente non indossabile che può monitorare e aiutare a migliorare la qualità del sonno, o Awair, che rileva le sostanze irritanti nell’aria e nell’ambiente.
Sistemi di allarme: Queste aziende forniscono sistemi di allarme tradizionali dotati di monitor e sensori avanzati per rilevare incendi, inondazioni o altri danni alla proprietà e contribuire a proteggere la vostra casa. Un’azienda, Cocoon Labs, ha sviluppato un dispositivo di sicurezza intelligente per la casa che utilizza onde sonore a basso livello per rilevare e avvertire il proprietario di eventuali disturbi all’interno della casa.
Audio e media: Queste aziende forniscono soluzioni multimediali che vanno da un computer appeso per esporre arte decorativa (Electric Objects) a sistemi musicali wireless per tutta la casa (Sonos).
Piattaforme: Le aziende di questa categoria non producono i propri prodotti di consumo, ma aiutano gli altri a integrare l’IA e la connettività nei propri prodotti per la casa intelligente. Un esempio potrebbe essere Arrayent, che aiuta i principali marchi di consumo a trasformare i prodotti tradizionali in dispositivi connessi.
Illuminazione: Queste aziende forniscono soluzioni di illuminazione domestica come gli interruttori intelligenti (Deako) e le lampadine intelligenti (LIFX).
Varie: Le startup di questa categoria hanno offerte particolarmente uniche, come Uzer, un’azienda che ha sviluppato uno scanner di codici a barre per la casa intelligente che rende il riciclaggio più divertente ed efficiente, o Nucleus, un sistema di interfono collegato a Internet che aiuta le persone a comunicare con gli altri sullo stesso sistema.

Conclusioni

Un fatto certo è che oggi stiamo ancora parlando di tante singole soluzioni per la Smart Home ideale; ma la Smart Home vera e propria sarà quella in cui tutto sarà connesso e tutta la tecnologia sarà invisibile, sarà quella in cui un’unica intelligenza artificiale, magari integrata by design nella costruzione o magari fornita insieme a una super polizza onnicomprensiva, si prenderà cura dello spazio abitativo e dei suoi abitanti. Per arrivare fino a questo punto però serve costruire l’ecosistema, nessuna azienda può lavorare nella casa intelligente da sola.

[Photo credits: Designboom]

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Donatella Cambosu
Redattore

Scrive da oltre 15 anni di tecnologie, startup, innovazione. E' condirettore di Startupbusiness e direttore editoriale di University2Business (Gruppo Digital360). Collabora con InsuranceUp sin dalla sua nascita nel 2015, maturando una forte esperienza in ambito insurtech.

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