Cyberbullismo, il progetto pilota della Regione Lazio

Dallo scorso maggio anche l’Italia si è dotata di un ordinamento anti-bullismo. Ma la legge da sola, si sa, non basta. Un progetto all’interno di una scuola di Ostia finanziato dalla Regione Lazio sperimenta lo ‘sportello virtuale’ basato su un’App

15 Dic 2017

Un’App attraverso la quale un giovane potrà accedere a uno “sportello virtuale” in cui ottenere un primo supporto in modo semplice e riservato e fissare un “incontro faccia a faccia” con un team di docenti esperti (un giurista, uno psicologo, un informatico) durante l’orario scolastico, attivando la funzione di Alert sulla piattaforma gratuita per l’informazione certificata di pubblica utilità.

Si chiama “WhereApp”, l’applicazione mobile simile a un social network geolocalizzato che è stata sviluppata dall’azienda italiana VJ Technology, che circa 1400 studenti e le rispettive famiglie per un totale di oltre 4000 persone testeranno in una versione customizzata in funzione di protezione e sostegno anti-bullismo.

Tale sperimentazione sarà coordinata all’interno della scuola dal “Referente Cyber Bullismo”, la nuova figura introdotta dalla L. 71/17 che agisce come facilitatore nei rapporti tra Scuola, famiglie e con il Garante per la Protezione dei Dati Personali, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, le Associazioni e i Servizi attivi sul territorio.

La Legge nazionale riconosce infatti centralità alla Scuola quale punto di contatto e canale di relazione privilegiato proprio grazie al rapporto fiduciario che si instaura tra professori e studenti, essenziale in momenti difficili resi spesso drammatici dall’isolamento e dalla vergogna. Gli autori in molti casi non si rendono neppure conto di avere commesso un reato (sia pure non a loro imputabile a causa della minore età) mentre le famiglie sono quasi sempre ignare o sottovalutano la gravità di questi comportamenti.

(fonte CorCom)

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