CLIMATE INSURANCE

Eventi climatici estremi: solo il 7% delle PMI è assicurata, serve più tecnologia

L’Italia è un Paese sottoassicurato anche sulle catastrofi naturali: 8 italiani su 10 non hanno coperture adeguate e solo il 7% delle piccole aziende ha una polizza dedicata. Ne parliamo con Gerardo di Francesco di Italian Insurtech Association: “Sono necessari un cambiamento culturale e più investimenti in tecnologia”

Pubblicato il 01 Ago 2023

Sono sempre più frequenti gli eventi climatici estremi, che negli ultimi mesi hanno colpito e continuano a colpire duramente l’Italia e non solo. Oggi il tema delle conseguenze del cambiamento climatico su cittadini e aziende resta una delle maggiori sfide per il settore assicurativo, con il nostro Paese che ancora una volta si posiziona come fanalino di coda per quanto riguarda le coperture nei confronti di questi danni.

“C’è un grosso problema di sottoassicurazione” segnala Gerardo di Francesco, imprenditore insurtech e Segretario Generale di Italian Insurtech Association, “Circa 8 italiani su 10 non hanno delle coperture adeguate nei confronti di calamità catastrofali. Se parliamo di aziende i numeri sono ancora più allarmanti, solo il 7% delle piccole e medie imprese è assicurata verso questa tipologia di rischi, e solo il 10% degli agricoltori italiani ha una polizza assicurativa contro danni atmosferici, in Germania sono circa il 70%.”

Assicurazioni eventi climatici estremi: i dati in Italia  

Come evidenzia lo studio di ANIA – L’assicurazione Italiana 2022-2023 – solo il 16% dei veicoli in circolazione in Italia è coperto da polizze per gli eventi climatici. Questo dato è allarmante se si considera che alluvioni, grandinate e trombe d’aria sono sempre più frequenti. Inoltre, va sottolineato che i sinistri correlati agli eventi atmosferici hanno raggiunto, nel 2022, un importo di circa 800 milioni di euro, rappresentando da soli il 44% delle cosiddette garanzie accessorie previste dalle polizze RC auto. Anche per quanto riguarda le abitazioni, solo il 5,3% delle case civili dispone di un’assicurazione contro le calamità naturali, come terremoti e alluvioni.

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Per quanto riguarda le imprese lo studio condotto nel 2022 da IIA insieme a CRIF, RED Risk evidenziava che in Italia circa 1 impresa su 3 è esposta a potenziali perdite economiche a causa di fenomeni naturali, tuttavia, secondo le ultime indagini circa il 7% è assicurato verso queste catastrofi.

Perché l’Italia è così sottoassicurata?

“In Italia c’è una forte tendenza alla cosiddetta auto-assicurazione, ovvero quel ‘non mi capiterà mai’ che spinge le persone a non prendere precauzioni” ha spiegato Gerardo di Francesco a InsuranceUp, “Questo fenomeno è sostenuto dalla percezione che i costi delle assicurazioni siano troppo alti rispetto al rischio percepito – quando in realtà i tassi in Italia sono tra i più bassi. L’italiano medio non è abituato a ‘prezzare’ adeguatamente il rischio”.

“È necessario prima di tutto un cambiamento culturale, che riconosca e comprenda l’assicurazione non come una scomoda obbligazione, ma come uno strumento prezioso che la nostra specie si è data secoli or sono per trasferire sul piano finanziario rischi con un impatto reale sulla nostra vita”.

Eventi climatici, bisogna spingere la penetrazione delle assicurazioni

A fronte di queste sfide, è di primaria importanza investire in tecnologia e sviluppare un’offerta innovativa, così come è stato per le soluzioni meteo parametriche, che prevedono che al verificarsi di un determinato evento, monitorato e misurato da un soggetto terzo che certifica i dati, scatti in modo automatico e molto veloce il processo di indennizzo. Il fine ultimo è quello di aumentare la penetrazione sui privati e sulle aziende la sottoscrizione di queste polizze, in grado di offrire una protezione migliore nei confronti di questi danni.

“L’innovazione digitale può essere un valido strumento per facilitare l’accesso a prodotti assicurativi a garanzia di questi rischi e ottimizzare la sottoscrizione al fine di renderli sostenibili per il mercato” continua di Francesco, “Ad esempio, diverse compagnie e startup stanno sviluppando soluzioni parametriche che possono tutelare meglio i cittadini e aziende dai rischi catastrofali. Nel 2022 gli investimenti in startup insurtech sono stati circa 120 milioni di euro, ma occorre alzare notevolmente la cifra ad almeno 500 milioni, per stimolare l’incremento di nuove soluzioni e la sperimentazione in innovazione di prodotto e processo.”

Leggi anche: Assicurazioni parametriche, le opportunità di un mercato in crescita

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