Driverless car, per gli assicuratori inglesi ci saranno più incidenti

L’allarme dell’associazione UK: in una prima fase, lunga anche 10 anni, un eccessivo senso di sicurezza in chi userà le auto senza conducente potrebbe creare problemi sulle strade. E in Canada c’è chi ritiene che tra i motivi di distrazione a bordo ci sarà il sesso

03 Mag 2016

Tra i cavalli di battaglia a favore della driverless car c’è da sempre la “promessa” della diminuzione (addirittura eliminazione) degli incidenti automobilistici: si sa, la maggior parte di questi sono dovuti a errori umani.

Tuttavia cominciano a emergere opinioni in senso contrario, secondo le quali non saranno tutte rose e fiori: guardando sul lungo, e per ora ipotetico, periodo storico, in cui tutti (ma veramente tutti) i veicoli saranno a guida autonoma, è lecito pensare che non ci saranno più incidenti, salvo eventuali attacchi informatici. Ma nei primi tempi, che potrebbero corrispondere ad alcune decine di anni, la co-esistenza tra veicoli autonomi e veicoli guidati dall’uomo, all’interno di città spesso caotiche e non immaginate per la driveless car, sarà foriera di nuovi problemi e potrebbe addirittura condurre a un aumento degli incidenti.

E’ quanto pensano gli assicuratori britannici associati ABI, secondo quanto riporta il Finacial Times. James Dalton, il direttore generale ABI, ha infatti affermato che “c’è il pericolo che alcuni incidenti potrebbero essere causati da automobilisti che pensano di poter smettere di prestare attenzione alla strada prima che la tecnologia sia sufficientemente avanzata”.
La tecnologia delle driverless car sarà “sulla strada” in più fasi. La legislazione del Regno Unito prevede il permesso alla guida autonoma sulle autostrade per il 2018, ma per la piena autonomia si parla di oltre il 2021 nel Regno Unito così come in altre parti d’Europa.

La preoccupazione espressa da Mr. Dalton è dunque quella che nella fase di transizione tecnologica, gli automobilisti possano essere troppo pronti a mettersi completamente nelle mani dell’auto robotica prima che il veicolo sia in grado di fare tutto da solo, portando quindi all’aumento di incidenti provocati dalla distrazione dell’automobilista.

Si tratta di una transizione anche psicologica nella persona: dal ruolo di conducente a ruolo di semplice passeggero.

Questo stesso elemento è alla base di preoccupazioni di natura simile fatte da Barrie Kirk, fondatore del Canada Automated Vehicles Center of Excellence, secondo quanto riporta Cnet, il quale arriva ad allarmarsi per il crescente fervore sessuale che, a suo parere, andrà ad essere consumato nelle auto che si guidano da sole, determinando distrazioni e incidenti.

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