E se il futuro della mobilità appartenesse ai treni? - InsuranceUp

E se il futuro della mobilità appartenesse ai treni?

Via le rotaie, arriva il tubo a bassa pressione e la levitazione magnetica. Ecco i treni superveloci e on-demand.

19 Gen 2016

Hyperloop supererà i 1.000 chilometri l’ora: una tratta come Milano – Catanzaro richiederebbe al massimo 60 minuti, il tempo oggi impiegato per la tratta casa-lavoro,da molti pendolari che gravitano intorno ad aree metropolitane come Roma, Torino, Milano. Un mezzo di trasporto di questo tipo davvero cambierà radicalmente la vita delle persone: raggiungere la sede lavorativa sarà una questione di minuti, il collegamento tra città anche lontane al massimo questione di ore, potrebbe invertirsi la tendenza alla sovrapopolazione urbana e sicuramente diminuirà la congestione del traffico cittadino.

Al momento il treno più veloce al mondo, a levitazione magnetica, realizzato in Giappone, raggiunge i 603 chilometri orari, ma sarà operativo solo dal 2027. Ma Elon Musk, l’imprenditore visionario della Tesla e di SpaceX, che ha messo in piedi l’impresa Hyperloop (in forma open- source, coinvolgendo chiunque potesse aiutare) , potrebbe arrivare anche prima. Il progetto a quanto pare è giunto a una fase molto avanzata: 50 chilometri a nord di Las Vegas, è stato realizzato il sito di prova, in cui la società prevede di testare i suoi motori elettrici ad alta velocità a partire dai prossimi mesi.

Secondo quanto dichiarato a Reuters dal Ceo di Hyperloop Technologies Rob Lloyd, il 2016 sarà l’anno decisivo per assemblare e testare tutte le tecnologie sviluppate per realizzare il progetto Hyperloop e dimostrarne la fattibilità su scala.

Tra queste innovazioni c’è per esempio il tubo a bassa pressione in cui il treno passerà per avere un minore attrito, il vagone vero e proprio (che attualmente assomiglia a una sorta di proiettile gigante) per trasportare persone o merci, un sistema di propulsione elettrica che funziona secondo gli stessi principi del Cannone ferroviario, ed un sistema di levitazione che solleva il veicolo.

Se la combinazione di queste tecnologie avrà successo, un sistema Hyperloop potrebbe teoricamente raggiungere la velocità di 1200 chilometri orari utilizzando solo una frazione dell’energia necessaria oggi per l’alimentazione dei treni.

E come si immagina il servizio di questi treni?

Il “pod” , ossia il vagone, è concepito come unità autosufficiente, più piccolo in definitiva degli attuali lunghi treni e anche degli aeroplani; da ogni stazione può teoricamente essere “sparato” un pod ogni 10 secondi. Questo significa che viaggiare in treno sarà concepito come servizio “on-demand”, esattamente quando ci serve e dove ci serve. A immaginarla così sembra molto lontana dal sistema di trasporto su treni cui siamo abituati, ma al tempo stesso molto più vicino alla naturale esigenza delle persone. Quando sarà realtà, (lo sarà, ma non con tempi rapidissimi considerata anche la costruzione della rete di “tubi”) non sarà certo faticoso accettare e abituarsi al questo sistema di servizio.

Anche un pò di tecnologia italiana potrebbe essere integrata nel treno Hyperloop: il sistema di sospensioni proposto per proteggere dalle vibrazioni i passeggeri del treno e che potrebbe essere testato nel sito di Las Vegas prossimamente, è stato infatti progettato da sette studenti della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa, selezionato fra i 1.200 progetti in corsa per partecipare al “Design Weekend”, la competizione in programma il 29 e 30 gennaio ad Austin, nella quarta maggiore università degli Usa, la Texas A&M University.

A questo indirizzo il sito ufficiale di Hyperloop, in cui si trovano le informazioni sul progetto, la tecnologia, il team che ci lavora, la società, le immagini.

Qui sotto invece un video della Cnn che illustra il progetto e intervista il Ceo Rob Loyd.

Articolo 1 di 2