Insurtech in Africa: numeri, previsioni e startup per orientarsi in un mercato promettente

Le nuove tecnologie stanno modificando il panorama assicurativo e insurtech in Africa, che presenta un grande potenziale in attesa di crescere e realizzarsi. Qui la situazione attuale e le compagnie e startup da tenere d’occhio

18 Feb 2022
Photo by James Wiseman on Unsplash

Ormai ampiamente diffuso nei Paesi occidentali, dall’Europa agli Stati Uniti, il mondo insurtech si sta facendo strada anche in altri mercati estremamente promettenti: dall’Asia all’America Latina, la corsa alla digitalizzazione ha raggiunto anche l’Africa.

Le nuove tecnologie stanno infatti modificando il panorama assicurativo del continente, che presenta un grande potenziale in attesa di crescere e realizzarsi. Vediamo qual è la situazione attuale, e quali sono le compagnie da tenere d’occhio.

Un’industria promettente ma immatura

Secondo un report della società di consulenza McKinsey l’Africa rappresenta l’ottavo mercato assicurativo al mondo, con 68 miliardi di dollari in premi lordi sottoscritti ogni anno. La situazione è però particolarmente disomogenea: il 91% dei premi sono concentrati in appena dieci Paesi, e il 70% delle operazioni – dal valore di 48,3 miliardi di dollari – si svolge in Sud Africa.

Dall’altro lato della medaglia, i livelli di penetrazione assicurativa – cioè il rapporto tra i premi pagati in un Paese e il suo Pil – rimangono ancora bassi se comparati alla media globale, così come gli importi pagati per persona.

Secondo McKinsey le principali possibilità di crescita per il settore assicurativo africano arriveranno dalle polizze sulla vita, seguite da quelle mediche, sulla casa e commerciali.

Insurtech in Africa: la corsa alla digitalizzazione

Oggi l’Africa presenta il mix di fattori perfetto per favorire l’espansione del mondo insurtech: le economie di diversi Stati stanno crescendo rapidamente e i livelli di benessere della popolazione migliorano, anche se molte persone ancora non possiedono una polizza assicurativa.

Secondo McKinsey, in Africa “il percorso verso i canali digitali è ben avviato, e con questo si sono alzate anche le aspettative dei clienti nei confronti dei servizi offerti dalle aziende”. Allo stesso tempo, “anche se una serie di compagnie hanno cominciato a digitalizzare la propria esperienza utente, esistono diverse opportunità che potrebbero accelerare questa tendenza”.

Prima dell’arrivo della pandemia di Covid-19 McKinsey stimava che il settore assicurativo nel continente avrebbe avuto un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 7% tra il 2020 e il 2025, quasi doppio rispetto a quello del Nord America e triplo rispetto all’Europa. L’emergenza sanitaria ha inevitabilmente rallentato le prospettive, costringendo la popolazione a limitare le spese percepite come secondarie – come le polizze assicurative – per tutelarsi contro la volatilità dei mercati e degli stipendi.

Allo stesso tempo, però, la pandemia ha fatto crescere l’interesse verso la tecnologia e la gestione automatizzata dei processi assicurativi: “È probabile che l’uso dell’online o del mobile banking in diversi Paesi africani registrerà una crescita tra il 20% e il 40% in seguito alla crisi sanitaria” afferma lo studio di McKinsey, portando quindi molte aziende a dover rivedere le proprie modalità operative per soddisfare le nuove richieste dei clienti.

Le strategie per crescere

McKinsey fornisce alle aziende interessate a investire in questo mercato cinque consigli fondamentali per accelerare la crescita e approfittare della corsa alla digitalizzazione ormai avviata in Africa. Sarà fondamentale, in primo luogo, concentrare le operazioni e gli investimenti nelle aree geografiche più dinamiche, concentrandosi soprattutto sulle grandi città. In secondo luogo, le startup dovrebbero sfruttare l’innovazione per soddisfare le esigenze dei nuovi clienti e servire anche settori ancora poco esplorati.

Importante poi spostare l’attenzione sugli agenti assicurativi e accertarsi che questi abbiano a disposizione tutti gli strumenti necessari per lavorare al meglio e interfacciarsi con i clienti sia in modo tradizionale che digitale.

Infine, da un punto di vista più strutturale, è utile confrontarsi e instaurare un dialogo con i governi e gli enti regolatori, in modo anche da permettere alle compagnie di crescere sul territorio e approfittare al meglio della forza lavoro locale.

Le startup insurtech da tenere d’occhio in Africa

Nel panorama insurtech del continente, in continua evoluzione, alcune startup si sono fatte notare per i ricchi round di investimenti, le acquisizioni o i ritmi di crescita.

Pineapple

Nata nel 2017 a Johannesburg, in Sudafrica, Pineapple offre assicurazioni per auto e oggetti personali completamente digitalizzate: tutti i processi, dalla sottoscrizione delle polizze al pagamento delle compensazioni, sono infatti gestibili tramite l’app per mobile della startup. In cinque anni di attività Pineapple ha raccolto 9 milioni di dollari in cinque round di investimento.

Naked insurance

Naked Insurance offre polizze digitalizzate su auto, casa e oggetti personali. La startup fa della semplificazione dei processi il suo punto di forza: le polizze sono acquistabili direttamente online “in pochi secondi”, come si legge sul sito, e anche le richieste di compensazioni sono approvate in “tempi record”. Nata nel 2016 a Johannesburg, Naked ha raccolto quasi 14 milioni di dollari in tre round di investimenti. L’ultimo di questi è stato chiuso ad agosto 2021 per circa 11 milioni di dollari.

Root

Basata a Cape Town (Sudafrica) dal 2016, Root opera in campo Software as a Service (SaaS) e, grazie ai suoi sistemi di APIs, offre alle compagnie le infrastrutture digitali necessarie per creare prodotti insurance in modo rapido e semplificato. Nel suo primo round di investimenti, chiuso lo scorso novembre, la startup ha raccolto 3 milioni di dollari, con i quali ha intenzione di accelerare l’espansione ed entrare sul mercato europeo.

Lami

Anche Lami, nata a Nairobi (Kenya) nel 2018, si muove in ambito SaaS e collabora con le aziende partner per creare prodotti assicurativi su misura per i rispettivi clienti, lavorando quindi in modalità B2B2C. A inizio febbraio Lami ­– che oltre al Kenya opera anche in Uganda e Tanzania – ha completato l’acquisizione di Bluewave Insurance Agency, un’agenzia assicurativa kenyana che gli permetterà di espandersi ulteriormente ed entrare nel mercato del Malawi.

Casava

Da Nairobi ci spostiamo a Lagos, in Nigeria: è qui che ha sede Casava, startup insurtech che lo scorso 2 febbraio ha chiuso un pre-seed round di investimenti da 4 milioni di dollari. La compagnia offre polizze sanitarie e per la perdita del lavoro economiche, rapide da sottoscrivere e semplici da gestire. Casava ha lanciato i propri servizi ad aprile 2021 e oggi, meno di un anno dopo, conta 66mila clienti e gestisce polizze dal valore complessivo di 16 milioni di dollari.

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