La Google car (forse) arriva a Londra e le assicurazioni la stanno aspettando

Nel Regno Unito sale l’attenzione sui temi della mobilità, grazie anche a un fondo da 100 milioni di sterline. Londra lavora per essere città-test della driveless car e gli assicuratori si alleano sui rischi dei veicoli robotici

Pubblicato il 09 Feb 2016

Pare che l’amministrazione londinese (in particolare l’Assessore ai trasporti, la signora Isabel Dedring) stiano facendo di tutto per convincere Google ad attraversare l’oceano con la sua driverless car e fare dei test nel congestionatissimo traffico della capitale inglese. Lo riportano diverse testate giornalistiche tra cui la BBC, e una nota della Press Association.

Le Google car non sono ancora mai state testate al di fuori degli Stati Uniti e in grosse, caotiche città; né a quanto pare sembra avere intenzione di farlo per il momento, ma l’assessore Dedring si è dichiarato fiducioso: “Dovranno pur confrontarsi con le grandi città – ha detto – quindi perchè non cominciare subito? Google (ndr: con cui l’assessore si è già incontrata diverse volte) dice che la momento è focalizzata sugli Stati Uniti, ma stanno cominciando anche a pensare in quali altri contesti fare i loro test e stiamo quindi discutendo se questo contesto possa essere Londra. Ne saremmo molto contenti.”

Il Governo inglese, intanto, ha appena annunciato di aver premiato con complessivi 20 milioni di sterline 8 progetti di driverless car in UK, che fanno parte dei 100 milioni di sterline destinati all’Intelligent Mobility Fund, un fondo destinato al supporto dell’innovazione sul tema della mobilità.

Il tema della driverless car (in quanto parte del più ampio tema della mobilità) entra quindi a pieno titolo tra le questioni di amministrazione locale e di governo britannici. E nemmeno le assicurazioni stanno a guardare.

L’auto a guida autonoma, come abbiamo in altre occasioni segnalato, pone dei problemi rispetto alla copertura assicurativa, che necessitano di essere risolti prima ancora che tali veicoli entrino nella circolazione stradale.

Sempre in UK , 13 grandi assicurazioni, guidate da Association of British Insurers (ABI) e Thatcham Research, si sono associate nell’Automated Driving Insurance Group, un’alleanza per discutere delle problematiche poste dall’arrivo delle driverless car e rappresentare l’industria, per presentarsi anche come fronte unito davanti al governo che prepara nuove leggi per i veicoli senza conducente.

I problemi che si pongono per le assicurazioni con l’arrivo di auto connesse e senza autista sono di diversa natura. Uno dei vantaggi auspicati con l’introduzione di tali veicoli è il calo drammatico degli incidenti, che comporterà a un calo fino all’80% dei premi nei prossimi 25 anni; inoltre, nelle auto autonome il rischio e la responsabilità per danni e incidenti sarà probabilmente posta a carico del produttore, il che impone un ripensamento completo rispetto a come oggi è strutturata il modello delle assicurazioni auto.

“La presenza di auto senza conducente sulle strade del Regno Unito – ha dichiarato James Dalton, Director of General Insurance Policy di ABI – potrebbe cambiare la nostra vita in molti modi, e uno dei settori di attività che potrebbero essere più colpiti è il settore delle assicurazioni. Ma contrariamente a quanto alcuni potrebbero aspettarsi, gli assicuratori non sono una barriera a questo sviluppo, ma attivamente impegnati nella ricerca per sostenere il progresso e l’innovazione. Il ruolo delle assicurazioni auto in futuro sarà molto diverso da quello che è oggi, ma l’assicurazione sarà parte del quadro “.

Tra i temi di cui intende occuparsi la neonata associazione ci sono anche quello del trattamento dati (i veicoli connessi e autonomi registrano molti dati personali) e sui cambiamenti che andranno fatti anche nelle regole della circolazione stradale.

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