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Nuovi rischi, persone e aziende chiedono polizze che ancora non ci sono

Il World Insurance Report 2019 di Capgemi ed Efma mette in evidenza l’espandersi del gap tra i bisogni assicurativi dei consumatori e l’effettiva offerta delle Compagnie. L’imperativo è allinearsi: il prodotto assicurativo va ripensato alla luce dei nuovi scenari del rischio e delle opportunità che la tecnologia offre

23 Mag 2019

Donatella Cambosu

Redattore


Cambiamenti ambientali, rischi cibernetici, conflitti geopolitici, malattie infettive: sono tra i nuovi rischi più sentiti da parte della popolazione mondiale. Rischi molto differenti da quelli di un tempo e rispetto ai quali si sta creando un gap tra quello che le Compagnie assicurative fino a questo momento hanno offerto con le loro polizze e le coperture che, invece, i consumatori vorrebbero, sia a livello di linee personali che commerciali.

A dirlo è il World Insurance Report 2019, realizzato da Capgemini ed Efma, che ha incentrato la sua annuale ricerca proprio sui ‘nuovi rischi’.

Dopo l’attenzione dedicata nelle passate edizioni all’impatto della digital transformation sulle assicurazioni, il nuovo lavoro mette a fuoco come tale trasformazione digitale sia la chiave per le Compagnie per rispondere ai nuovi, complessi bisogni, permettendo di concepire nuovi modelli di polizze e di business non più gestibili attraverso modalità tradizionali. L’enfasi ritorna quindi sul prodotto assicurativo, che non può che essere technology-driven, ma il primo passo (per le Compagnie) è la consapevolezza che il tema ‘nuovi rischi’ sia da guardare dritto in faccia e risolvere in modo innovativo, cosa che rappresenta naturalmente anche una grande opportunità di business.

Vi sono diversi mega-trend che stanno avendo un impatto enorme sullo scenario dei rischi, tra di essi vi sono i cambiamenti climatici, le nuove tecnologie, l’evoluzione delle tendenze sociali e demografiche, le nuove esigenze mediche e sanitarie, un contesto economico e di business messo a dura prova da trasformazioni anche geopolitiche (basta pensare alla guerra sui dazi Usa-Cina, ndr.).

Questi fattori di rischio, che si riscontrano con differenti priorità in tutto il mondo, non possono più essere ignorati,  hanno grande ripercussione sulla vita, la salute, la proprietà e l’attività delle persone, e rappresentano per le assicurazioni non solo una responsabilità coerente con la loro missione sociale, ma anche una grande opportunità commerciale. Finora poco compresa dalle Compagnie, se, come dice il report (a fronte di una survey condotta tra 8000 clienti assicurativi), gli individui si sentono esposti e preoccupati perché non trovano la copertura che vorrebbero tra i prodotti assicurativi esistenti. La transizione non è semplice, richiede sforzi sia dal lato ‘culturale’ (che va incentrato sul cliente), sia dal lato tecnologico, organizzativo, delle competenze.

I rischi sanitari e medici sono una delle principali preoccupazioni dei singoli individui, mentre i clienti business riferiscono di essere preoccupati per i rischi derivanti dalle trasformazioni aziendali; per entrambi, il cyber risk è una minaccia prioritaria. Il livello di soddisfazione dei consumatori è piuttosto basso: meno di un quarto dei clienti commerciali e meno del 15% dei singoli assicurati ritengono di essere coperti in modo completo contro i rischi emergenti.

Le pipeline di prodotti degli assicuratori non sono in linea con le crescenti preoccupazioni dei clienti per i rischi emergenti, dice il report, cioè ancora non riflettono le esigenze connesse al nuovo sceanrio di rischio: tra gli assicuratori intervistati (circa 140 senior executives di tutte le linee di business,  di 23 mercati), il 50% o meno ha riconosciuto l’impatto dei rischi emergenti nel determinare la domanda di nuove offerte da parte dei clienti e meno del 40% degli assicuratori vita e malattia ha costruito una pipeline di nuovi prodotti per coprire i rischi emergenti in modo completo. Mentre oltre il 55% dei clienti è pronto a esplorare nuovi modelli assicurativi, solo il 26% degli assicuratori sta esplorando tali modelli.

Una enorme opportunità ancora da cogliere, nonostante i clienti siano pronti a condividere i dati e a pagare di più per migliorare i servizi di prevenzione dei rischi laddove percepiscano una correlazione positiva tra la propria esposizione al rischio e l’offerta assicurativa, in cui sono positivamente valutati i servizi a valore aggiunto, personalizzati e flessibili, in particolare dalle persone esperte di tecnologia e dalle grandi imprese.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Donatella Cambosu
Redattore

Scrive da oltre 15 anni di tecnologie, startup, innovazione. E' condirettore di Startupbusiness e direttore editoriale di University2Business (Gruppo Digital360). Collabora con InsuranceUp sin dalla sua nascita nel 2015, maturando una forte esperienza in ambito insurtech.

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