Social impact: cos’è e quali sono le startup insurtech a impatto sociale

Stanno sorgendo sempre più startup social impact, che oltre alla profittabilità si pongono impegni di impronta sociale, per l’ambiente o le persone. Come cambia il modo di fare imprenditoria, e alcuni esempi insurtech

01 Lug 2022

Per molte aziende oggi la profittabilità economica non è più l’unico obiettivo da perseguire: sempre più spesso, le compagnie innovative affiancano alle necessità di guadagno un impegno chiaro per sostenere l’ambiente, le comunità locali, o il benessere dei propri dipendenti.

L’unione di questi due fattori – profitti e sostenibilità – è alla base del concetto di “socail impact”, destinato a cambiare in modo sempre più profondo le modalità operative delle compagnie, a livello globale.

Definizione di social impact

Il termine “social impact” si riferisce a una modalità operativa che consente di integrare filantropia e sostenibilità in progetti di investimento di istituzioni pubbliche e private, con l’obiettivo di migliorare la vita e i servizi della collettività nel suo complesso. Il social impact si riflette quindi in una filosofia aziendale basata sul rispetto per l’ambiente, la valorizzazione dei giovani, l’inclusione sociale e la cultura.

Quali sono gli obiettivi delle startup ad impatto sociale

Le iniziative di social Impact perseguono contemporaneamente due obiettivi fondamentali: generare un forte impatto sociale, unito a un guadagno economico. Per questo, le attività legate a questa modalità operativa si presentano come un innovativo “punto di incontro fra fare impresa e terzo settore”, afferma Treccani.

Come ha cambiato il modo di fare imprenditoria

Grazie al social impact i temi dell’ambiente, dell’inclusività e dei diritti sono entrati a pieno titolo nel mondo aziendale e imprenditoriale: l’obiettivo della profittabilità si è unito al rispetto di valori considerati positivi per la società, creando una sinergia il cui potenziale deve ancora rivelarsi a pieno.

Oltre ai chiari benefici per la società e le comunità locali, il social impact può avere conseguenze positive anche sulle dinamiche interne di una compagnia. L’aggiunta, accanto al profitto, di obiettivi a impatto sociale può infatti aiutare a migliorare la cultura aziendale, creando un luogo di lavoro con ritmi e spazi più sostenibili per i dipendenti.

L’uso della tecnologia in un un’ottica sociale, inoltre, può portare l’azienda a utilizzare i dati in maniera più consapevole e attenta al rispetto dei clienti, ristabilendo e rafforzando un rapporto di fiducia con il brand.

Buone pratiche per un’impresa a impatto sociale

A livello pratico, il social impact può declinarsi in modi anche molto diversi, in base all’ambito di attività dell’azienda in questione, alla sua dimensione, agli obiettivi e alle località in cui opera.

Le compagnie interessate a implementare pratiche di social impact possono, per esempio, adottare ritmi e modalità di lavoro che vengano incontro alle esigenze dei dipendenti, in modo da migliorarne il benessere.

Dal punto di vista ambientale, è possibile agire per evitare gli sprechi, utilizzare materiali riciclabili e non inquinanti, ma anche promuovere iniziative di sensibilizzazione che possano supportare una comunità o un’area particolarmente colpita da fenomeni climatici o naturali estremi.

Infinte, tramite la filantropia le compagnie interessate al social impact possono investire su progetti che portino benefici reali a minoranze o persone in difficoltà, dando un aiuto concreto alla loro causa.

In generale, come sottolineato anche dall’università americana Duke, un ottimo modo per approcciarsi al social impact è quello di scegliere iniziative allineate ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dalle Nazioni Unite. Questi includono, per esempio, l’eliminazione della fame e della povertà, l’uguaglianza di genere, la sostenibilità ambientale, la protezione delle acque e delle terre, la pace e la cooperazione.

Social impact e insurtech: esempi di startup

In ambito europeo, tra le compagnie insurtech più note in ambito social impact troviamo Bima, startup svedese specializzata nella vendita di polizze mediche in Paesi in via di sviluppo, con l’obiettivo di raggiungere anche le persone che in precedenza non hanno mai avuto accesso ai servizi assicurativi.

Bima ha avviato le sue operazioni nel 2010, in Ghana, e si è poi espansa anche in Asia e in America Latina. Di recente ha deciso di puntare sulla telemedicina, per faclitiare ancora di più la fruibilità dei servizi medici. Il successo della startup è confermato anche dagli investimenti raccolti, che oggi ammontano a più di 200 milioni di dollari.

Dal Brasile arriva invece Kakau, che dal 2016 sfrutta i big data e l’intelligenza artificiale per offrire prodotti assicurativi digitali, economici e personalizzati pensati per smartphone e biciclette. L’obiettivo dell’azienda, secondo il cofondatore Henrique Volpi, è quello di trasformare l’assicurazione in uno strumento di inclusione finanziaria e sociale.

Tra le varie iniziative attivate per raggiungere l’obiettivo, per ogni nuova polizza attivata Kakau fa una donazione a Teto Brasil, un’organizzazione internazionale attiva in America Latina che lavora con le comunità locali per aiutarle a uscire dalla povertà.

Infine, anche il colosso Lemonade è attivo in ambito social impact. L’unicorno statunitense, fondato nel 2015, oggi offre polizze su vita, casa, auto e animali domestici. Con un sistema di giveback, ogni anno Lemonade dona una parte dei premi incassati a una o più società di beneficenza scelte dagli utenti. La cifra donata con questo programma è costantemente aumentata negli anni, passando dai circa 50 mila dollari del 2017 a più di 2 milioni nel 2021.

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