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Startupbootcamp: l’insurtech è superato

L’acceleratore per startup insurtech londinese, dopo tre anni di lavoro, spiega in un report l’evoluzione del settore e perché il termine ‘insurtech’ non è più sufficiente a descrivere la digital transformation in atto nel mondo assicurativo. Che vede sempre più convergenza cross-industry

19 Lug 2018

“Nel nostro primo annno di attività, il focus dell’ insurtech era concentrato sul potere disruptive delle startup rispetto a un settore molto conservatore; nel secondo, si è cominciato a parlare di collaborazione, startup e Compagnie hanno capito che insieme potevano lavorare e generare valore nell’intera catena del valore; nell’ultimo anno abbiamo assistito a un altro cambiamento, perché il mondo insurtech è sempre più attento ad aiutare le Compagnie a innovare al di là della catena del valore esistente, conducendole in nuovi settori. La domanda da farsi oggi è: forse il termine ‘insurtech’ è oramai riduttivo?”

E’ introdotto così il rapporto realizzato da Startupbootcamp Insurtech e PWC e dedicato a fare il punto del settore e indicare i trend in atto, traendo conclusioni sulla base di un’esperienza dell’acceleratore in tre anni di attività. Esperienza assolutamente significativa: 50 startup accelerate su 7000 visionate; 140 partner (venture capital, mondo assicurativo, bancario, consulenza); 300 PoC realizzati con i partner; 950 investitori coinvolti nel mondo; 45 milioni di investimenti raccolti. (qui un video esplicativo)

Quest’anno – si dice sempre nell’introduzione al rapporto – il 61% delle startup che si sono candidate per entrare in Startupbootcamp proveniva da settori diversi da quello assicurativo e il programma di accelerazione stesso ha preso una nuova piega. Mentre il 75% della startup accelerate da Startupbootcamp nel 2016 era chiaramente all’interno del settore assicurativo, l’80% della selezione 2017 opera al di fuori del settore; sono totalmente indipendenti dalle assicurazioni, ma sperano di collaborare con queste.

Il quadro emergente è ora quello di un ecosistema in cui convergono industrie affini con l’intento di fornire un servizio migliore e di maggior valore agli assicuratori e ai loro clienti. Tra le industrie coinvolte di particolare rilevanza vi sono l’agricoltura, la sanità, la cybersecurity, la sharing economy, la gestione patrimoniale e i trasporti. Tali collaborazioni offrono alle Compagnie anche l’opportunità di svilupparsi maggiormente in un’ottica di prevenzione dei danni, l’80% dei partner Startupbootcamp intervistati ritiene che il futuro dell’assicurazione sia la prevenzione.

“Tre anni fa si parlava di nuove imprese che sconvolgevano gli assicuratori tradizionali. – ha commentato Jim Bichard, di PwC – Ora si parla di startup e di Compagnie che collaborano per creare partnership significative. Tutte le parti stanno collaborando e imparando da altri settori per risolvere i problemi nel settore assicurativo e reagire ai cambiamenti del mondo esterno.”

Il rapporto, disponibile integralmente qui, mette in luce anche altre indicazioni:

– Le startup possono fornire l’accesso a nuove fonti di dati o a nuovi modi per gestire il valore dei dati: l’Intelligenza Artificiale è la tecnologia principale per il 41% dei candidati a Startupbootcamp. Il problema dell’integrazione con la tecnologia esistente degli assicuratori è superato da diverse Compagnie adottando l’approccio di creare un’infrastruttura tecnologica completamente nuova che consentirà una facile integrazione dei sistemi di connessione di terzi.

– Gli assicuratori e le start-up sono sempre più alla ricerca di nuovi prodotti: l’84% dei partner SBC intervistati ha dichiarato di essere interessato a trovare una soluzione innovativa nel cyberspazio e l’80% è interessato a modelli di business legati alla sharing economy

– Per molte Compagnie è giunto il momento di andare oltre la sperimentazione: stanno ormai lavorando a come scalare i propri PoC in attività più ampie

– La disruption non è finita: anche se le startup cercano sempre più collaborazione piuttosto che guerra, le nuove minacce per le Compagnie arriveranno dai giganti della tecnologia, dalle telecomunicazioni e da altri settori. E per contrastare queste nuove minacce le startup saranno preziose alleate.

Le startup, quindi, sono ancora centrali per l’innovazione e la trasformazione digitale dell’industria assicurativa. Ciò che perderà importanza, secondo il rapporto, è il termine ‘insurtech’ (o startup insurtech, ndr). Poiché l’attenzione per la tecnologia e l’innovazione è ormai una parte essenziale della gestione del business assicurativo, l’idea di startup insurtech indipendenti diventerà obsoleta, come il concetto di avere una strategia digitale isolata rispetto a quella complessiva dell’azienda. L’ InsurTech diventerà invece un ecosistema di innovazione all’interno e all’esterno del settore assicurativo, con gli assicuratori che lavoreranno con una serie di partner provenienti dall’interno e dall’esterno del settore.

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