Strade congestionate dal traffico? Con le auto senza conducente andrà peggio

Secondo un rapporto di KPMG, mobilità on-demand e driverless car porteranno a un grandissimo aumento della mobilità delle persone e di conseguenza della circolazione di veicoli. Ma per il momento amministrazioni e urbanisti non ci stanno pensando.

14 Dic 2015

Le auto senza conducente non sono fantascienza, ne abbiamo parlato più volte, e nei prossimi 10 anni ne vedremo l’arrivo sul mercato e la loro diffusione su strada. Una delle caratteristiche per le quali vengono presentate come un salto in avanti nella mobilità riguarda la loro sicurezza, vale a dire il fatto che saranno più affidabili della guida “umana” e questo stesso fatto farà ridurre drasticamente il numero d’incidenti automobilistici.

Ma quale sarà l’impatto di questi veicoli sul traffico? Siamo sicuri che dimenticheremo code e ingorghi?

Secondo un recente report di KPMG (focalizzato sul mercato US) che affronta l’impatto e la velocità dell’innovazione tecnologica nell’industria automobilistica e nella mobilità, l’arrivo delle driverless car potrebbe addirittura peggiorare le cose.

Innazitutto il report indica che ci sarà un’esplosione del traffico entro il 2050, trainato dalla crescita della popolazione, dalle nuove esigenze dei consumatori e dall’effetto dei cambiamenti nei servizi di mobilità e delle tecnologie automotive già in atto.

Kpmg pone l’accento in particolare su due categorie di consumatori, i millennial e i “baby boomer plus”, cioè la generazione dei baby boomer degli anni sessanta che raggiunge una certa età (45-75 anni). I primi sono troppo giovani per guidare oppure hanno livelli di reddito che non permettono ancora l’acquisto di un’auto, i secondi oggi guidano un veicolo ma con l’andare degli anni lo faranno sempre meno. Entrambi sono quindi molto interessati ai servizi di mobilità on-demand, stile Uber o Lyft o Blablacar, per intenderci. Un domani, la soluzione potrebbe essere la self driving car. Per entrambe le categorie queste soluzioni rappresentano la possibilità di essere autonomi, attivi, indipendenti anche senza possedere e guidare un’auto. Tutto ciò comporta un aumento dei chilometri percorsi da ogni singolo individuo, che si traduce in un aumento dei veicoli su strada. Il report ipotizza diversi possibili scenari, sotto questo punto di vista, perchè molto dipenderà dai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori che potrebbero indirizzarsi maggiormente su opzioni di car sharing e mobility on-demand piuttosto che sull’acquisto di auto autonome.

Ma anche se non necessariamente la crescita dei chilometri personali percorsi si tradurrà in un proporzionale aumento di auto sulla strada, è certo che un grosso incremento ci sarà, generando nuove opportunità per i business del settore, ma ponendo anche problemi sulla gestione dell’energia e delle infrastrutture.

«Abbiamo le infrastrutture adeguate per questo cambiamento? Penso che sia una domanda giusta – afferma Gary Silberg, uno degli autori del rapporto – “I pianificatori urbani e tutti coloro che lavorano nei trasporti dovrebbero cominciare a pensare a cosa succederà una volta che si arriva a questo massiccio incremento di miglia annue percorse oltre 1, 2 o 3 trilioni, cioè un raddoppio del traffico sulle strade americane”.

Se le self-driving car intensificheranno o ridurranno il traffico è un problema che forse non ci si pone (nel settore) abbastanza; nonostante la guida intelligente e i sistemi di comunicazione V2V (da veicolo a veicolo) portino (in teoria) a un uso più efficiente delle strade; o limiti di velocità e distanze minime tra veicoli possano essere rivisti a vantaggio del traffico (oggi sono tarati sulle capacità e i riflessi umani); la verità è che c’è un grande punto interrogativo rispetto a come cambierà il traffico e la mobilità in generale con le auto a guida autonoma. I benefici certamente si vedranno solo nel momento in cui tutte le auto siano self-driving o almeno connesse.

Certo è che, come sottolineato da Silberg di Kpmg, i pianificatori, gli amministratori, e anche i legislatori dovrebbero prendere molto sul serio e velocemente, il cambiamento che il mondo della mobilità, specialmente quella urbana sta vivendo.

Il report di KPMG è visionabile e scaricabile su questa pagina.

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