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InsurTech, boom di investimenti nel primo trimestre 2019

Per il terzo trimestre consecutivo, Willis Towers Watson segnala che il settore InsurTech ottiene finanziamenti superiori al miliardo di dollari. La crescita si è registrata soprattutto in Europa, mentre la Cina arretra

04 Giu 2019

Concetta Desando

Redattore


Il 2019, oltre che quello del 5G, è anche l’anno dell’InsurTech: nel primo trimestre, infatti, secondo il report della società di consulenza Willis Towers Watson, gli investitori di questo settore hanno portato a termine il più alto numero di transazioni, soprattutto nei rami danni e infortuni, e il maggior numero di round di finanziamento di serie B e serie C mai registrato. Per quanto riguarda i finanziamenti, nei primi tre mesi dell’anno sono state annunciate ben 85 operazioni, per un valore totale di 1,42 miliardi di dollari a livello globale: per il terzo trimestre consecutivo, dunque, il settore InsurTech ottiene finanziamenti superiori al miliardo di dollari.

Secondo il report, sebbene il valore di ogni singolo finanziamento sia diminuito dell’11% rispetto al quarto trimestre 2018, è aumentato il numero di operazioni, che sono cresciute del 35%. E la crescita si è registrata soprattutto fuori dagli Stati Uniti, dove è stato portato a termine il 54% circa del totale dei finanziamenti, confermando così i segnali di una tendenza già in atto da diversi mesi. Ma se in Gran Bretagna, nonostante il rischio Brexit, i finanziamenti sono cresciuti del 50% (contro un +44% negli Usa), la Cina, la cui economia sta rallentando dopo anni di sprint, ha fatto segnare un deludente -38%.

A livello internazionale, il report sottolinea come i due terzi degli investimenti siano arrivati per finanziamenti seed e per serie A; il 2019 ha anche registrato il numero più alto di round di investimento di serie B e C, rispettivamente 12 e 6 (rispetto ai 9 e 3 del trimestre precedente), segno che sempre più imprese InsurTech stanno ormai crescendo e raggiungendo la maturità.

Andrew Johnston, Global Head InsurTech del broker di riassicurazione Willis Re, frena però i facili entusiasmi: “L’entusiasmo e il crescente volume per promettenti compagnie InsurTech stanno diventando sempre più difficile da razionalizzare, e qualcuno potrebbe sostenere che in realtà molte di queste sono come i vestiti nuovi dell’imperatore (nella favola l’imperatore è nudo ma i sudditi fingono che sia vestito per non contrariarlo, ndr). Vediamo, tuttavia, che un certo numero di InsurTech sta già aggiungendo un valore reale al nostro settore: il nostro atteggiamento resta dunque pragmatico nell’analisi di dove, nella catena del valore, questo valore può essere ottenuto”.

E per Neil Chapman, Global Product Leader for Pricing, Product, Claims and Underwriting, Insurance Consulting and Technology di Willis Towers Watson, “per muoversi verso un futuro ancora sconosciuto, è necessaria flessibilità. E l’adozione di un approccio più agile richiede che le aziende rimettano il controllo dei prezzi nelle mani dei team di underwriting. L’accento dovrebbe essere posto sulla loro capacità di modificare i prezzi e valutare gli algoritmi frequentemente e facilmente, consentendo alle aziende di effettuare aggiustamenti rapidi in un mercato in continuo movimento”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Concetta Desando
Redattore

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collabora con testate nazionali. Per InsuranceUp ed EconomyUp si occupa di startup, innovazione digitale, social network.

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