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Insurtech, ecco due società italiane da tenere d’occhio

Insoore e InsurEngines sono entrambe startup italiane che hanno sviluppato soluzioni tecnologiche per l’industria assicurativa. Ed entrambe puntano ora a entrare nel radar degli investitori internazionali, ecco come e perché possono farcela

04 Nov 2018

Cresce il panorama delle startup italiane che si rivolgono con le proprie soluzioni tecnologiche al mondo assicurativo. E, nel caso di Insoore e InsurEngines, siamo di fronte a due realtà che hanno recentemente trovato un adeguato trampolino di lancio nell’evento-piattaforma ScaleIT 2018, la cui quarta edizione svoltasi a Milano il 17 e 18 ottobre scorsi, è stato un punto di riferimento per investitori internazionali interessati a scoprire e possibilmente investire nelle migliori società in crescita del nostro Paese.

Per partecipare all’evento di incontro con i migliori fondi d’investimento internazionali (quest’anno erano oltre 30) le società innovative hanno superato una rigorosa selezione: Insoore e InsurEngines sono state tra le 15 società individuate quest’anno tra diverse centinaia,  e le due sole insurtech.

Un’occasione, dunque, per le due società di trovare investitori e fondi in grado di accelerare la crescita; ma anche per ottenere una visibilità più ampia, in un mercato globale dell’insurtech, che nel mondo e anche in Europa è oggi decisamente molto vivace. Gli investitori (venture capital tradizionali, re-insurance venture capital e corporate venture capitale) si moltiplicano, saranno addirittura quadruplicati entro 5 anni, dice CB Insights, e sono passati ad essere da 53 nel 2012 a 217 nel 2017, ossia il quadruplo, 30% la crescita annua. Da un conteggio delle transazioni,  dal 2012 sono stati realizzati più di 700 investimenti insurtech per un valore di quasi 9 miliardi di dollari di capitale impegnato.

Ma quali sono gli assi nella manica con i quali Insoore e InsurEngines possono farsi notare dal mondo del venture capital?

Le parole chiave per InsureEngines sono Big Data e Machine Learning.

La società ha infatti sviluppato un ‘cervello’ per l’analisi dei big data, specializzato nel settore assicurativo, che combina modelli predittivi con il machine learning, quindi con la capacità del software di ‘imparare’, cioè di migliorare e affinare progressivamente la propria performance sulla base di un continuo aggiornamento dei dati acquisiti. Grazie a questa tecnologia, InsurEngines è utilizzabile in svariati contesti di business e nei processi assicurativi, focalizzandosi in particolare in applicazioni per l’IoT e l’Instant Insurance. Tra i suoi vantaggi ci sono la velocità di implementazione e la capacità di analizzare dati non strutturati, di vari formati (anche immagini) e provenienti da diverse fonti.

Secondo Juniper Research, i premi assicurativi generati dall’insurtech potrebbero raggiungere i 406 miliardi di dollari entro il 2023, contro gli attuali 187 miliardi di dollari e la tecnologia indicata come quella maggiormente dirompente nei prossimi 5 anni è proprio l’Intelligenza Artificiale, che sarà ampiamente sfruttata dalla maggior parte degli assicuratori soprattutto per la gestione dei sinistri.

InsurEngines si muove in questo scenario ed è ovviamente una società che può generare moltissimo interesse negli investitori (compreso il corporate venture capital), ma anche direttamente nelle Compagnie, in quanto tecnologia pronta a essere utilizzata.

Insoore, invece, si muove in un ambito più specializzato, ma sempre nel B2B, offrendo alle Compagnie assicurative un innovativo sistema per acquisire le immagini dei veicoli facendo leva sul crowdsourcing, ovvero attraverso una piattaforma che mette in contatto le Compagnie con migliaia di rilevatori per realizzare documentazioni fotografiche di veicoli assicurati, sia Assuntive che Crash.

In pratica: le Compagnie assicurative effettuano tramite la piattaforme una richiesta di rilevazione fotografica dello stato di un veicolo. Gli utenti  (registrati) che sono nelle vicinanze del veicolo interessato prendono in carica la richiesta entro due ore, ed effettuano entro le successive 4 ore le foto al veicolo (il sito indica anche come devono essere fatte) e le inviano tramite smartphone. Se le foto realizzate sono conformi ai criteri di accettazione, la Compagnia assicurativa accetta la rilevazione e Insoore trasferisce la ricompensa sul conto dell’utente. Tutto attraverso l’applicazione.

Di Insoore, nome che è il re-branding di Whoosnapp, avevamo già parlato qualche tempo fa in occasione di un investimento di 1,3 milioni di euro da loro ricevuto da parte di FocusFuturo, Business Angel (tra cui il calciatore della Roma Stephan El Shaarawy), alcuni noti imprenditori e LVenture Group.

L’asso nella manica di questa giovane società è l’innovatività del modello di servizio da loro proposto, definibile ‘foto as a service’, che permette alle Compagnie di rendere più veloce e meno costosa l’attuale perizia, migliorando quindi anche l’esperienza dell’utente rispetto ai claim e alle sottoscrizioni di nuove polizze. Attualmente gli assicuratori spendono moltissimo del premio di un cliente per gestire la liquidazione dei sinistri e subiscono un costo altissimo a causa delle frodi: ogni tecnologia che permetta di migliorare questi processi, assicurando tempi rapidi, controllo, abbattimento dei costi e maggiore soddisfazione dei clienti, è quella che probabilmente incontra meno resistenze a essere adottata.

Infatti, la giovane società ha già dimostrato la capacità di saper entrare nel mondo assicurativo: la società ha già stretto collaborazioni con diverse Compagnie in Italia e a livello mondiale, grazie anche a un accordo con OCTO Telematics. 

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