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Lemonade: 120 milioni di dollari (e 7 buoni motivi) per aggredire i mercati extra-US

La startup newyorkese conquista un altro grande nome tra i suoi investitori, Softbank si aggiunge a Sequoia Capital, Google Ventures, Allianz. 120 milioni di capitali freschi permetteranno a Lemonade l’internazionalizzazione, ecco le chiavi del suo successo

20 Dic 2017

Abbiamo parlato spesso di Lemonade, tra le insurtech globali dedicate al P&C certamente una delle più affascinanti e promettenti, come dimostrano alcuni fatti che la riguardano:

finanziamenti ottenuti: con quello annunciato in questi giorni Lemonade raggiunge un totale di 180 milioni di dollari (fonte Crunchbase) che la fa scalare al sesto posto nella classifica delle startup insurtech maggiormente finanziate.

qualità degli investitori: Sequoia Capital, fondo di venture capital US storico, è stato il primo grande investitore a credere nella startup alla quale ha consegnato la cifra di 13 milioni di dollari in un seed round, il più elevato investimento seed mai realizzato dal fondo; hanno seguito GV (Google Ventures), General Catalyst, Tusk Ventures, XL Innovate, Allianz e ora Softbank

licenze: a settembre 2016 ha cominciato a operare nello Stato di New York, da allora ha ottenuto la licenza in 25 altri Stati US , fatto non banale in un mercato molto regolamentato e diversamente regolamentato da Stato a Stato, in cui anche la presenza degli operatori tradizionali è radicata e variegata

startup dei primati: è arrivata a gestire un claim in 3 secondi; è la prima startup insurtech ad aver ottenuto la certificazione come benefit corporation; come si diceva sopra, è stato l’investimento seed più elevato mai dato da Sequoia Capital; è tra le applicazioni più veloci nella gestione di un processo di sottoscrizione, che dura al massimo un paio di minuti (90 seconds to get insured, 3minutes to get paid); ha sviluppato una delle tecnologie più sofisticate in circolazione (in questa industria) basata su intelligenza artificiale e chatbot. E’ probabilmente la prima assicurazione al mondo ad avere un approccio anche ‘politico’ nella gestione delle policy: un esempio viene dalla posizione presa lo scorso mese di ottobre  e comunicata in modo molto trasparente da uno dei due fondatori circa le coperture assicurative sul possesso e uso di armi, che ha generato parecchie critiche sui social da parte di detentori di armi ma anche picchi di sottoscrittori.

modello di business: è tra i più innovativi che si sono visti in ambito insurtech, in cui trovano sinergia il peer-to-peer, la beneficienza, la customer centricity e, da poco, la API economy. Tra i punti di riferimento nel suo management, oltre ai fondatori Daniel Schreiber e Shai Winniger  Dan Ariely, nominato Chief Behavioural Officer di Lemonde, cioè colui che è preposto allo studio dei comportamenti dei clienti e allo sviluppo delle conseguenti strategie. Infatti, Dan Ariely è professore di psicologia e comportamento in economia alla Duke University e autore  di numerosi bestseller sull’argomento.

– è l’assicurazione dei millennial: il 75% dei suoi sottoscrittori è al di sotto dei 35 anni, il 90% non si è mai assicurato prima (fonte: Lemonade)

– ha aperto al mondo degli sviluppatori le proprie API: ciò significa che qualsiasi sito di ecommerce, di affitti, servizi finanziari, sicurezza domestica/Iot, può integrare le proposte assicurative di Lemonade offrendo immediatamente insieme al proprio servizio anche una copertura. E’ la scelta per il B2B di Lemonade che è valsa nelle prime 24 ore oltre 400 sottoscrittori ‘business’.

Con tali referenze e i recenti 120 milioni di dollari raccolti, Lemonade punta ora all’espansione globale nel 2018. Con questa convizione. “I marchi assicurativi che conosciamo oggi sono diventati maggiorenni nell’era della carrozza trainata da cavalli”, ha dichiarato Daniel Schreiber, CEO di Lemonade. “Ma le assicurazioni possono essere di gran lunga migliori se sostenuta dall’Intelligenza Artificiale e dall’economia comportamentale, motivo per cui crediamo che le aziende costruite da zero, su un substrato digitale e con una missione sociale, godranno di un vantaggio strutturale per i decenni a venire”.

“Combinando big data e intelligenza artificiale con un’esperienza utente seamless, Lemonade sta davvero rivoluzionando il settore assicurativo”, ha dichiarato al Financial Times David Thevenon, senior investment specialist presso SoftBank “Siamo rimasti colpiti dall’approccio creativo del team nella disruption del modello assicurativo tradizionale”.

‘SoftBank è un partner ideale per noi e siamo entusiasti di averli tra i nostri investitori e nel board”, ha affermato Shai Wininger, Presidente e co-fondatore di Lemonade. “Condividiamo la convinzione di SoftBank che i big data e l’apprendimento automatico siano destinati a rivoluzionare profondamente il nostro settore e SoftBank ha la visione e i mezzi per consentire a questa visione comune di diventare una realtà”.

Lemonade non è la prima incursione di SoftBank nel mondo insurtech. All’inizio di quest’anno è stato un investitore fondamentale nell’IPO di $ 10 miliardi di Zhong An ad Hong Kong.

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