Lokky, l’insurtech italiana data driven per professionisti e PMI

Fondata a Milano nel 2019, Lokky è la ‘Miglior Insurtech 2022’ secondo l’Italy Insurance Awards. Sviiuppa soluzioni, basate sui dati, personalizzate e flessibili per le esigenze assicurative di piccole imprese, professionisti e freelance. Questa la sua storia raccontata dai founder Sauro Mostarda e Paolo Tanfoglio

Pubblicato il 18 Gen 2023

Da sinistra, Sauro Mostarda e Paolo Tanfoglio, co-fondatori e CEO di Lokky

Premiata come ‘Miglior Insurtech 2022’, Lokky è una società insurtech italiana Data driven, dedicata a piccole imprese, professionisti e freelance, con sede a Milano e attiva dal 2019. Che si muove e cresce nel panorama assicurativo italiano con il valore aggiunto fornito dall’innovazione. A gennaio 2023 ha stipulato una partnership con Tot, piattaforma di banking con lo stesso target, per un’offerta congiunta dei propri servizi.

I punti di forza di Lokki sono soluzioni tecnologiche avanzate, che aprono innovative opportunità di mercato a prodotti targhettizzabili sulle singole esigenze, e l’approccio totalmente digitale, che accelera e gestisce in maniera rapida, efficace, scalabile le preventivazioni su differenti prodotti, la gestione delle firme digitali dei clienti, l’archiviazione dei documenti, e supporta l’applicazione corretta delle nuove regole che puntano a incrementare la trasparenza e la tracciabilità dei consensi.

Lokky, il premio come ‘Miglior Insurtech 2022’

L’attuale contesto di mercato e le esigenze delle imprese richiedono sempre più flessibilità in termini di gestione del rischio. Le necessità e le coperture assicurative, infatti, non sono tutte uguali: un artigiano, un commerciante, un professionista hanno bisogno di prodotti sempre più personalizzati e differenziati in base alle proprie caratteristiche e la propria attività imprenditoriale specifica.

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Lokky risponde a questa necessità di mercato offrendo un servizio che difficilmente si riceverebbe nel mercato tradizionale per i vincoli di tempo e redditività tipici di un prodotto erogato di persona.

Con risultati finora più che incoraggianti: nel 2022 la startup si è aggiudicata il premio nella categoria ‘Miglior Insurtech 2022’ alla sesta edizione degli Italy Insurance Awards, ed è stata inclusa nella prestigiosa DIA TOP 250 Insurtech. L’azienda ha, inoltre, chiuso a fine ottobre una campagna di Equity Crowdfunding su Mamacrowd, a cui ha preso parte anche il fondo Azimut Eltif – Venture Capital ALIcrowd II; con questa ultima operazione, Lokky raggiunge quota 5 milioni di euro raccolti dalla sua nascita.

Come nasce Lokky e la sua visione di business

“Fin dall’inizio”, spiegano a InsuranceUp Sauro Mostarda e Paolo Tanfoglio, entrambi co-fondatori e CEO di Lokky, “abbiamo percepito che nel mondo dei prodotti assicurativi per le piccole imprese non si stesse facendo abbastanza per utilizzare i dati disponibili, e che soprattutto ci fosse l’esigenza di supportare il tessuto imprenditoriale italiano fatto di PMI, innovando non solo i prodotti assicurativi rivolti a questo mondo, ma anche e soprattutto il modo di proporli”.

Sono queste le considerazioni, la visione e le strategie che hanno portato alla nascita e allo sviluppo della startup Insurtech: per le società e attività più grandi agenti e piccoli broker tradizionali svolgono a pieno la loro funzione, supportando il cliente con la consulenza necessaria alla comprensione dei bisogni e alla personalizzazione delle soluzioni assicurative.

Per le attività più piccole però – come piccoli imprenditori, professionisti e freelance – questo spesso non avviene: per gli agenti in questo caso non è sempre facile dedicare tempo e risorse alla personalizzazione delle polizze, soprattutto per i limiti di tempo e redditività; spesso i premi in gioco sono ridotti, la remunerazione potenziale dell’intermediario è bassa e quindi per l’agente è antieconomico allocare il tempo necessario a questa consulenza.

La missione: coprire le esigenze assicurative del mercato

Nella maggior parte dei casi si tende, quindi, “a ripiegare su soluzioni standard”, rileva Tanfoglio, “che comprendono a volte coperture non necessarie o non correttamente tarate, con un conseguente aggravio dei costi per il destinatario, generando quindi un forte malcontento nei clienti che si ritrovano con prodotti non coerenti con le loro specifiche esigenze operative, di cui spesso lamentano inoltre la scarsa trasparenza e comprensibilità”.

Lokky si inserisce, quindi, in questa esigenza di mercato non soddisfatta: è proprio dando una soluzione, specifica e personalizzata, a questo problema che i clienti si convincono nell’affidarsi alla realtà Insurtech e Data driven per le loro esigenze assicurative.

Certo, spiegare un prodotto assicurativo complesso online non è semplice, anche considerando la specificità del lessico utilizzato; “per questo, dal primo giorno, abbiamo lavorato sul semplificare il linguaggio”, spiegano i co-fondatori della società Insurtech, “aumentare la trasparenza, affiancare l’esperienza digitale con il supporto di esperti assicurativi al telefono che sono sempre a disposizione dei nostri clienti”.

Cosa offre Lokky

Lokky offre ai professionisti e alle aziende un’esperienza personalizzata, semplice, veloce e totalmente digitale: dalla comprensione dei bisogni assicurativi, alla personalizzazione del prodotto, passando per il pagamento e fino ad arrivare all’emissione e alla sottoscrizione della polizza.

Utilizzando tecnologie innovative nell’ambito degli Smart analytics e Data enrichment, con l’algoritmo proprietario ottimizzato in questi anni, la startup offre le coperture più adatte alle singole necessità, attraverso una totale personalizzazione dei prodotti disponibili.

“Il nostro algoritmo proprietario”, spiega Mostarda, “è un elemento portante e caratterizzante alla base del posizionamento di Lokky sul mercato assicurativo. È un’area in continua evoluzione, che ci permette di profilare i clienti e offrire un prodotto che cerca di adattarsi il più possibile alle loro esigenze”.

Algoritmi e aggiornamento continuo dei dati

Definire il livello di copertura assicurativa ottimale per un cliente non è una scienza esatta ed è soggetta, tra l’altro, anche alla propensione al rischio del cliente stesso; è un processo di continuo affinamento ed evoluzione, guidato dai feedback raccolti dai clienti e da un confronto costante rispetto al lavoro fatto dagli esperti assicurativi.

Esattamente come in un rapporto tradizionale, si tratta di un processo di suggerimento al cliente, raccolta dei feedback e adattamento progressivo della soluzione assicurativa proposta.  “Oltre ai riscontri ricevuti dai nostri clienti”, rilevano gli startupper assicurativi, “abbiamo avuto modo di testare l’algoritmo su altri canali, che in alcuni casi hanno coinvolto anche la stessa rete agenziale tradizionale. Sono stati proprio gli stessi agenti a confermare la bontà dei risultati e a darci feedback per migliorarne ulteriormente l’affidabilità”.

Raggiungere e sensibilizzare sul tema assicurativo un target di mercato storicamente sottoassicurato richiede un approccio innovativo anche nel modo di raggiungere e parlare con i potenziali clienti. Accanto ai canali digitali ordinari – come i motori di ricerca – e ai canali più consumer, come i Social network, “aggiungiamo un approccio per ecosistemi”, sottolinea Tanfoglio, “dove la nostra offerta è veicolata attraverso partner che scelgono di arricchire l’esperienza per la propria clientela business con una piattaforma co-branded, altamente personalizzata”.

Lokky, il modello embedded insurance

Lokky è, infatti, nativamente pronta per essere ‘integrata’ da partner esterni, sia digitali sia fisici (istituti finanziari, Fintech e Corporate), a essere ‘personalizzata’ per offrire un’esperienza innovativa ai clienti dei suoi partner e, soprattutto, a essere ‘alimentata’ con il patrimonio informativo in loro possesso, al fine di rendere sempre più snella e rilevante l’offerta assicurativa proposta.

“La nostra è quindi una soluzione di embedded insurance che fa leva su una piattaforma nativamente aperta agli ecosistemi orchestrati dai nostri partner, e il tutto in linea con i vincoli normativi che regolamentano sempre di più la distribuzione dei prodotti assicurativi”, fanno notare i due co-fondatori.

Che rimarcano: “il nostro obiettivo è stato, fin da subito, essere il partner assicurativo preferito dagli ecosistemi con una clientela business”, come dimostrano anche le tante partnership già attive che includono sia operatori pienamente digitali, come per esempio Hype, ProntoPro e SumUp, sia operatori meno digitali come Toshiba Climatizzazione, SunCity e TeamSystem.

Polizze e soluzioni per micro-imprese, professionisti e freelance

In Italia ci sono circa 6 milioni di micro-imprese, professionisti e freelance, e c’è una sola caratteristica che li accomuna: l’elevata eterogeneità. Attualmente la società copre le esigenze assicurative di più di 200 tipologie di clienti, con soluzioni che vanno dai Danni al fabbricato alla Responsabilità civile, RC Collaboratori, Danni al contenuto, Furto, RC Professionale, Tutela legale, Altri danni ai beni, Cyber Risk.

“Sembrano tante, ma sappiamo che c’è ancora tanto lavoro da fare per dare a ogni imprenditore e professionista il ventaglio di coperture assicurative adeguate ai rischi a cui è sottoposto”, spiegano alla startup Insurtech. E osservano: “non abbiamo neanche iniziato a raggiungere tutti i professionisti iscritti a un Albo, come tecnici, commercialisti, medici, gli agricoltori e allevatori, e tutto il mondo dei freelance che è letteralmente esploso con l’aumentare delle professioni digitali”.

Gli ostacoli da superare per una startup Insurtech

“Dopo le nostre esperienze di studio in Italia e all’estero, abbiamo lavorato in realtà nazionali e internazionali della consulenza e dei settori finanziari e maturato negli anni un network nel settore assicurativo. Tuttavia, nonostante i contatti stabiliti, ci sentivamo a tutti gli effetti degli outsider del settore non avendo mai lavorato all’interno di questo segmento di mercato”, rilevano i due co-fondatori di Lokky.

E fanno notare: “questo aspetto costituisce il vero scoglio che abbiamo dovuto superare perché, nonostante le competenze trasversali acquisite attraverso le esperienze lavorative in diversi ambiti, quello assicurativo è un settore storicamente poco aperto alle contaminazioni con altri mercati”.

Inoltre, per quanto riguarda gli investitori, “abbiamo riscontrato che è difficile trovare fondi nazionali specializzati nel settore assicurativo con conoscenze mirate: anche se ci sono le competenze specifiche, gli investitori sono per la maggior parte business angel singoli”. Lato compagnie, invece, “ci sono ancora oggi pochissimi esempi di apertura a investimenti in startup, sia direttamente che indirettamente attraverso fondi, e questa è sicuramente una mancanza di risorse finanziarie pronte a supportare l’innovazione a cui l’intero settore deve far fronte”.

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