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Smart health, la maglia della salute è digitale

Ideata da Enea e Università Campus Bio-Medico di Roma, permette per il momento di facilitare le indagini cliniche e le performance sportive. Ma si tratta di un settore pionieristico e in rapida espansione in cui le applicazioni sono appena cominciate

31 Lug 2018

Si presenta come una classica t-shirt in tessuto tecnico, ma ha delle caratteristiche molto particolari che la rendono un prodotto altamente innovativo e dalle grandi prospettive, più vicino al settore tech che a quello dell’abbigliamento. “Abbiamo utilizzati sensori in fibra ottica già in commercio e li abbiamo incapsulati all’interno di particolari materiali polimerici – spiega il ricercatore Enea, Michele Caponero, in una nota stampa – Questi sensori, incorporati nelle magliette, risultano particolarmente utili in medicina sportiva, in quanto lasciano il paziente molto più libero nel movimento di quanto non avvenga con i metodi tradizionali, che prevedono l’utilizzo di un numero elevato di cinghie sul corpo”.

Ecco la maglietta “intelligente”, capace di acquisire frequenza cardiaca e dati respiratori, grazie a una nuova applicazione tecnologica sviluppata da Enea e Università Campus Bio-Medico di Roma.

“Testata su ciclisti in allenamento simulato – evidenzia Emiliano Schena dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – la maglietta ci ha permesso di monitorare i parametri degli atleti, in particolare i volumi compartimentali e la frequenza respiratoria, che possono risultare utili per ottimizzare il training e migliorare le prestazioni”.

Queste magliette offrono vantaggi significativi anche per le indagini cliniche; ad esempio durante le risonanze magnetiche consentono di monitorare alcuni parametri legati agli atti respiratori, laddove i sensori tradizionali di tipo elettrico risultano disturbati dall’intenso campo magnetico necessario per eseguire l’esame, senza nulla togliere al comfort del paziente, che deve limitarsi a indossare una maglia.

“Monitorare la frequenza respiratoria sotto risonanza può essere importante, per esempio, per chi soffre di ansia o attacchi di panico – sottolinea Daniela Lo Presti, che ha seguito il progetto inizialmente come tesista presso Enea e attualmente come dottoranda presso l’Università Campus Bio-Medico – Se il paziente ha crisi di questo tipo durante la procedura, la maglietta le rileva precocemente, favorendo l’intervento del medico. Inoltre, la nostra idea è quella di usare queste magliette per rimuovere dalle immagini della risonanza gli artefatti da movimento dovuti alla respirazione del paziente, che peggiorano la qualità delle immagini”.

Nella realizzazione della maglietta smart, Enea si è occupata dell’aspetto tecnologico del sensore e del cablaggio, mentre l’Università Campus Bio-Medico ha ottimizzato il posizionamento dei sensori per misurare al meglio i parametri fisiologici.

Il progetto, che è stato autofinanziato dai due partner, prevede anche una serie di altre possibili applicazioni della tecnologia in fibra ottica. “Possiamo usare questi sensori per il monitoraggio della temperatura nelle procedure di ablazione laser per la rimozione dei tumori, in modo da salvaguardare i tessuti sani -aggiunge Lo Presti – Inoltre, stiamo investigando la possibilità di utilizzare questa tecnologia per monitorare il livello di umidità nell’aria erogata dal ventilatore polmonare prima che questa raggiunga le vie aeree del paziente”.

“Avvolgendo i sensori in un materiale idroscopico, questi diventano sensibili alle variazioni di umidità e in questo modo possono essere utilizzati per testare la qualità dell’aria erogata durante ventilazione artificiale”, conclude Caponero.

Il mercato dello smart clothing è in grande espansione in tutto il mondo: secondo Juniper Research è il settore wearable a più rapida e sostenuta crescita, e varrà entro il 2020 oltre un miliardo di dollari.

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