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Startup insurtech, chi c’è tra le Top 250 di CB Insights

Una lista della società di analisi data-driven evidenzia le startup e gli unicorni fintech che hanno raccolto più capitali negli ultimi 5 anni. Il settore Insurance conta 21 player, ecco quali sono e perché tra di essi non c’è Zhong An

05 Nov 2018

Dal 2013 a oggi hanno raccolto circa 53 miliardi di dollari di finanziamenti dal venture capital e dal corporate venture capital: sono 250 le società startup, scaleup e unicorni che CB Insights segnala nella lista Fintech 250 del 2018, società che rappresentano il meglio nello sviluppo della tecnologia finanziaria innovativa.

“L’industria dei servizi finanziari vedrà più cambiamenti nei prossimi 10 anni di quanti ne abbia vissuti negli ultimi 100. Questa trasformazione è guidata da un gruppo di società di startup intelligenti e disruptive e la lista Fintech 250 comprende le più promettenti tra queste. Stanno portando tecnologie innovative e nuovi modelli di business ai servizi finanziari che cambieranno in modo permanente il modo in cui gestiamo il denaro e facciamo affari”. – ha dichiarato Anand Sanwal, CEO di CB Insights, in un comunicato stampa.

Il 44% delle società della “Fintech 250” edizione 2018 hanno sede fuori dagli Stati Uniti, la Gran Bretagna è la patria della maggior parte delle aziende non-Usa della lista, seguita dall’India. L’Europa è in grande crescita nella geografia mondiale del fintech e alcune startup, N26 e Revolut, hanno già programmato l’espansione negli Stati Uniti, andando a competere con le fintech a stelle e strisce. Il maggiore investitore VC nelle aziende della “Fintech 250” è Ribbit Capital, che ha investito in diverse società dell’elenco compresi Nubank, Revolut, and PolicyBazaar (nuovi unicorni del 2018) e società che sono tornate nuovamente a far parte della lista come Robinhood, Wealthfront, Gusto, Coinbase, Cross River Bank, e Upgrade.

Il maggior finanziamento è stato quello in Ant Financial che ha raccolto un investimento senza precedenti di 14 miliardi di dollari, ed è  anche la società più finanziata in assoluto della “Fintech 250”, avendo raccolto circa 19,1 miliardi di dollari complessivi in 4 investimenti.

Per quanto riguarda lo specifico settore dell’Insurance, il report segnala che dal 2012 al 2017 sono stati investiti 8 miliardi di dollari circa e che gli investimenti futuri subiranno un rallentamento sul fronte delle startup insurtech early stage focalizzate sui modelli di distribuzione lasciando emergere e rafforzare i player più forti, mentre crescerà l’interesse per le startup rivolte al b2b con tecnologie per i sistemi di back-end.

Nell’infografica qui di seguito, tratta dal report, tutte le migliori startup insurtech 2018 secondo CB Insights.

Di diverse di queste startup abbiamo parlato in diverse occasioni: Bima, per esempio, che vende micropolizze nei Paesi in via di sviluppo a persone che non hanno mai avuto un’assicurazione prima, facilitando l’inclusione finanziaria e, tramite questa, l’accesso a servizi sanitari per milioni di persone; Lemonade, la prima Benefit Corporation insurance certificata; Hippo, la sua piattaforma permette di gestire le polizze sugli immobili utilizzando i big data, i satelliti e i dispositivi per la smart home; Bright Health, una polizza per la salute personalizzata che sfrutta i big data; Policy Genius, broker online data-driven; Clover, startup startup data-driven che si è focalizzata sull’offerta per la terza età; Metromile, startup che assicura l’auto nella formula della usage-based insurance.

Nella lista può destare sorpresa che non sia presente Zhong An, in assoluto la startup insurtech più importante al mondo attualmente per capitali ricevuti, mercato, velocità di crescita, ne abbiamo parlato l’ultima volta in questo articolo. 

Certamente non si tratta di una svista, ma di una ‘promozione’ della società dalla lista Fintech 250 (in cui nel 2017 era presente) alla sezione IPO: da settembre 2017 è quotata alla Borsa di Hong Kong, dove ha raccolto $ 1,5 miliardi e portato la sua valutazione complessiva a oltre 11 miliardi di dollari. Ciò l’ha resa la sesta azienda fintech più preziosa al mondo (dopo PayPal, Square e Stripe).

Lanciata nell’ottobre 2013 da Alibaba Group, Ping An Insurance Company e Tencent come la prima Compagnia cinese ‘online only‘, Zhong An ha saputo conquistare con un portafoglio di oltre 200 prodotti un nuovo segmento di clienti, costituito da Millennial e piccoli commercianti. E’ una società più tecnologica che assicurativa, basti pensare che dei suoi 1.700 impiegati, il 52% è in area tecnologia e solo il 5% è in area vendita. Grazie a questa sua caratteristica, che le ha permesso di conoscere molto bene i suoi clienti facendo leva sui big data, è riuscita a ripensare il prodotto assicurativo, puntando in particolare sulle micropolizze. Alcune di queste ritagliano rischi specifici dalle polizze standard, ad esempio l’assicurazione contro malattie come il cancro o il diabete;  altre sono legate ai rischi connessi con l’ecommerce (restituzione prodotti, danneggiamenti, ecc); altre ancora sono quasi folli rispetto a una visione assicurativa tradizionale, ad esempio, durante i Mondiali del 2014, Zhong An ha offerto ai tifosi “l’assicurazione hooligan” al prezzo di $ 0,45 per coprirli per spese mediche da schermaglie con tifosi di squadre avversarie.

Recentemente ZhongAn ha anche lanciato in Cina una piattaforma SaaS destinata alle altre Compagnie assicurative, ha reso noti i propri progetti in ambito blockchain, e ha presentato i risultati del primo semestre 2018 che la vedono avanzare di ben 5 posizioni rispetto al 2017 nello scenario insurance cinese e conquistare il 13° posto sul mercato. Un risultato straordinario se si pensa che si tratta di una startup con 5 anni di vita.

Clicca qui per leggere il report in versione completa.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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