Taxi e camion saranno i primi veicoli senza conducente ad arrivare sulle strade

Otto e NuTonomy sono due startup che accelerano l’arrivo della driverless car, sviluppando una sorta di kit ad alta tecnologia che rende autonome le auto e i camion già sulle strade. Entrambe hanno attirato migliaia di dollari di capitali di ventura

26 Mag 2016

NuTonomy è uno spinoff del MIT e tra i suoi fondatori c’è anche un italiano, Emilio Frazzoli. Ha da poco annunciato la raccolta di un investimento da 16 milioni di dollari, che segue quello da 3,6 milioni avvenuto a gennaio. La sua promessa è arrivare entro il 2018 sul mercato con i suoi taxi a guida autonoma, di cui sostanzialmente sta sviluppando la tecnologia software che va poi a essere installato in modelli di vetture esistenti.

Nello specifico, NuTonomy (che ha tra i suoi investitori, oltre a Bill Ford, anche il Governo di Singapore) sta sperimentando la sua tecnologia software sulle auto elettriche Mitsubishi iMiev e dovrebbe a breve cominciare a testare su Renault Zoe EVs.

NuTonomy ha scelto quindi di sviluppare il cervello delle auto senza conducente, che è poi la sua parte più importante, appoggiandosi ad altre realtà indistriali per la sensoristica e le altre componenti tecnologiche dell’auto e puntando moltissimo sulla partnership con le case automobilistiche per accelerare la messa su strada di questo tipo di veicoli.

Il 2018 è la data prevista per il lancio dei taxi senza autista nel progetto sviluppato con Singapore (città che sta investendo milioni di dollari nella spinta verso la smart mobility e le auto autonome). Ma l’aspirazione della società è arrivare primi nella corsa alla creazione di una flotta di auto autonome che vede correre anche Uber e Lyft. In Giappone però c’è anche un’altra startup che gode dell’appoggio del Governo e si sta muovendo molto velocemente, si chiama Robot Taxi.

Otto è invece il nome di una startup fondata da ex manager di Google, che sta portando la tecnologia driverless al mondo dei camion. nel suo team che conta circa 40 persone ci sono ex Tesla, HERE, Apple, Cruise, a varie aziende automobilistiche.

Partendo dalla considerazione che sono i camion a causare la maggior parte del’inquinamento e degli incidenti mortali, la società ha pensato di rivolgersi a questo mondo dei “truck” inizialmente con soluzioni tecnologiche che migliorassero la sicurezza, ma si è poi focalizzata sulla tecnologia che permetta al camion la guida autonoma. Una tecnologia, come nel caso di NuTonomy, installabile sui mezzi già su strada. Una strategia molto azzeccata che potrà essere implementata velocemente per quanto riguarda la guida su autostrade e trovare anche la buona accoglienza dei camionisti, se diventa un sistema per aiutarli nel loro lavoro.

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