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WeCare sperimenta l’IoT per la sicurezza degli allevamenti in Africa

La startup italiana, già premiata per la soluzione Amyko da BNP Paribas Cardif nella Open-F@b Call4Ideas 2016, continua a distinguersi nelle competizioni e a evolversi. In Africa ha lanciato Amuuko, una soluzione IoT contro il rischio di furto degli allevamenti di bestiame

16 Apr 2018

Un braccialetto salvavita collegato a una piattaforma in grado di archiviare e condividere (tramite tecnologia Nfc) tutte le informazioni mediche dell’utente. Con questa soluzione chiamata Amyko (attualmente sul mercato), WeCare ha nel 2016 vinto Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif e cominciato a collaborare con la Compagnia, come ci aveva spiegato Marcello Bonora, CEO della società, in questa intervista.

Ma non solo, la società ha continuato a sviluppare tecnologia e nuovi prodotti, per esempio Amuuko, dedicato al mondo degli animali da allevamento, che attualmente viene sperimentato in Africa. In questo continente il problema di furto di bestiame ha preso le dimensioni di una vera e propria piaga sociale, in quanto negli ultimi anni non solo vi è stata un’escalation nella quantità, ma anche nella qualità di furti, sempre più violenti e, secondo alcune fonti, in mano alla criminalità organizzata e spesso a gruppi terroristici.

Così, con questa nuova soluzione WeCare fronteggia uno dei principali rischi cui vanno incontro gli allevatori di bestiame, ma permette anche di tenere monitarata la salute degli animali e di conseguenza la filiera, sfruttando una soluzione hi-tech a basso costo composta da dispositivi hardware combinati a software, piattaforma cloud, sistemi di comunicazione come Beacon e Nfc.

Per lo sviluppo di Amuuko molto importante è stata la partecipazione della startup al reality show B Heroes, si dice in una nota stampa. B Heroes è il reality sulle startup in onda sul canale NOVE pensato e creato da Fabio Cannavale, presidente della lm foundation (nonché founder e Ceo di lastminute.com Group), in collaborazione con Intesa Sanpaolo e con la sponsorship di diverse importanti aziende tech come Amazon Web Services, Microsoft, Facebook e Google.

“Un reality che ha realmente messo alla prova la squadra WeCare, – dice la società – facendo fare una grande accelerata ai progetti sui quali il team WeCare era già immerso in maniera intensa e, soprattutto, hanno aiutato a delineare maggiormente il focus strategico del nuovo brand dedicato agli animali, Amuuko“.

Amuuko si basa su un microchip NFC sottocutaneo associato a un marchio auricolare con un numero di identificazione e un codice a barre univoco. L’identificazione permette di conoscere, visualizzare e aggiornare le diverse informazioni cruciali d’identità su una piattaforma in cloud gestibile direttamente dalle istituzioni e/o da organi privati. Inoltre, un collare dotato di tecnologia Beacon, collegato ad antenne specifiche alimentate attraverso la corrente della rete pubblica o i pannelli solari, permetterà di conoscere l’esatta posizione degli animali che viene localizzata attraverso un satellite e mostrata sullo smartphone/tablet o sul laptop e invia un alert all’allevatore nel caso in cui l’animale dovesse uscire dal perimetro o il collare venisse rimosso.

Al momento Amuuko sta portando avanti un progetto pilota in Senegal che potrebbe aprire il mercato in un Continente la cui economia trova nell’allevamento di bestiame uno dei suoi pilastri. WeCare ha guardato al mercato oltre confine già nel 2016 e grazie al sostegno di una causa charity in Africa è entrata in contatto con un imprenditore senegalese che ha fatto da trait d’union per la presentazione di Amuuko nel paese.

“Siamo partiti dall’Italia per espanderci in altri paesi, in Africa (Senegal e Mauritania) – dice il CEO di WeCare, Marcello Bonora – abbiamo iniziato alcuni progetti per l’ambito veterinario e oggi stiamo guardando nuovamente all’Italia per il lancio europeo del nostro prodotto dedicato agli animali”.

Come il sistema Amyko per gli umani, anche Amuuko è totalmente sicuro, le sue componenti infatti non arrecano alcun danno. A dimostrazione di ciò, i due founder di Amyko portano un chip NFC (certificato ICAR) nella mano da più di 2 anni.
Si è scelto di basare il sistema sulla tecnologia NFC perché, a differenza dell’RFID (es: la tecnologia utilizzata per gli animali domestici), permette di collegarsi ad un database esterno semplicemente con uno smartphone. Nella fase di trasmissione e archiviazione, i dati sono perfettamente protetti. Questo sistema e metodo di gestione e trasmissione di dati, inclusi dati riservati (lo stesso sotteso al funzionamento del braccialetto Amyko) è brevettato da WeCare che ha ricevuto conferma ufficiale del brevetto ad Agosto 2017, già depositato nel lontano Aprile 2015.

Oltre al successo dell’ottenimento del brevetto per la gestione dei dati sensibili e supersensibili e all’importante progetto in Africa, WeCare ha chiuso il 2017 raggiungendo diversi importanti obiettivi. Il team è costantemente in crescita e conta 17 persone in Italia nell’ufficio di Milano e 6 persone in Senegal dove è stata aperta una joint venture con la società locale. La WeCare SRL sta valutando una imminente trasformazione da S.R.L. a S.P.A in relazione al round A in discussione e per poter inoltre gestire equity da condividere anche con i collaboratori che sin dall’inizio hanno lavorato e creduto nei progetti di WeCare.

WeCare con il prodotto Amyko, è stata quest’anno selezionata tra i 10 finalisti del Challenge 4.0 Healthcare, promosso da IBM in collaborazione con Digital Magics HealthTech; ed è tra i 10 finalisti del Civil Protect Award di Bolzano, dedicato a startup che sviluppano prodotti e servizi dedicati al soccorso, all’antincendio e alla protezione civile.

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