L'UNICORNO

wefox: la storia dell’insurtech tedesco che sta conquistando l’Europa

Sbarcata in Italia nel 2022, wefox è tra i principali unicorni insurtech europei, con 1,5 miliardi raccolti e uffici in 8 paesi. “Ora vogliamo usare la tecnologia per predire e prevenire” dice il CEO per l’Italia

Aggiornato il 09 Nov 2023

Matteo Bevilacqua, CEO wefox Italy

Ha ricevuto una nuova iniezione di fondi da 55 milioni di dollari di debito l’insurtech tedesco wefox, che con oltre un miliardo di dollari in investimenti raccolti e 4,5 miliardi di valutazione si posiziona tra i principali unicorni insurtech del panorama europeo. Nata nel 2015 e sbarcato in Italia nel 2022, opera in cinque Paesi europei e ha 8 diverse sedi. Da febbraio 2022 è inoltre diventato Official Insurance Partner del club calcistico AC Milan.

Ecco come funzionano i suoi prodotti innovativi.

wefox, l’insurtech tedesco della mobilità

wefox è stata fondata a Berlino nel 2015 da un gruppo di imprenditori tedeschi: Jonathan Seoane, Teodoro Martino, l’attuale Chief Risk Officer (CRO) Dario Fazlic, il Chief Financial Officer (CFO) Fabian Wesemann, e Julian Teicke, CEO con alle spalle una lunga lista di progetti imprenditoriali di successo.

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Una delle caratteristiche più radicate di wefox è il suo modello di vendita basato su consulenti, figure specializzate che possono aiutare i clienti a scegliere la polizza migliore e gestire al meglio tutte le opzioni appoggiandosi alla sua piattaforma tecnologica. La semplicità, l’immediatezza e la personalizzazione dei prodotti sono parte del successo di wefox: grazie alla gestione digitalizzata dei servizi, può aiutare i clienti e pagare gli indennizzi più rapidamente, offrire tariffe più efficienti e personalizzate in base alle esigenze individuali, ed eliminare molte complessità tipiche delle assicurazioni tradizionali.

wefox offre diverse categorie di polizze, da quelle sugli oggetti personali fino a prodotti per auto e scooter. In Italia, in particolare, wefox è entata come operatore nel settore della mobilità.

Oggi wefox ha otto uffici in sette Paesi europei, tra cui Germania, Spagna e Francia, ed è attiva anche in Italia, Svizzera, Polonia e Austria. Il gruppo conta oltre 1300 dipendenti e 3000 agenti e collabora con colossi del mondo assicurativo e finanziario come Munich Re, Goldman Sachs e Target Global. Della rete di wefox fanno parte anche più di 300 assicuratori e 4.000 distributori, con 2,5 milioni di clienti in tutta Europa.

La storia e gli investimenti

Dalla sua fondazione nel 2015, wefox ha raccolto 1,5 miliardi di dollari. Ben quattro round sono stati chiusi con risultati superiori ai 100 milioni di dollari, e nell’ultimo anno ha ricevuto finanziamenti da importanti banche.

Nel marzo 2019 la startup ha raccolto 125 milioni con un round di Serie B guidato da Mubadala Capital Ventures, un fondo gestito dal governo di Abu Dhabi. I fondi erano stati utilizzati per favorire la crescita a livello europeo, migliorare i prodotti e ampliare il team di engineering, soprattutto in relazione all’analisi avanzata dei dati.

Meno di un anno dopo, a dicembre 2019, wefox ha ampliato il già fortunato round di Serie di B con ulteriori 110 milioni di dollari. La compagnia, d’altra parte, era già un unicorno insurtech a tutti gli effetti, con una valutazione da 1,65 miliardi di dollari.

Il round di Serie C è arrivato a giugno 2021 – dopo più di un anno di pandemia – per la cifra record di 650 milioni di dollari, facendo salire la valutazione della startup a 3 miliardi di dollari.

A luglio 2022 è arrivato poi il round di serie D, da ben 400 milioni di dollari, grazie a cui wefox ha raggiunto una valutazione da 4,5 miliardi.

A maggio 2023 arriva un finanziamento da 110 milioni di dollari, divisi tra debito e equity: una linea di credito di 55 milioni di dollari da J.P. Morgan e Barclays, e un secondo closing di Serie D di 55 milioni di dollari.

Infine, a novembre 2023 segue un secondo finanziamento da 55 miliondi di dollari di debito, ottenuto da Deutsche Bank e UniCredit.

wefox in Italia: l’arrivo e la marcia indietro sulla vendita diretta

Sbarcata in Italia nel 2022, wefox ha scelto di partire con servizi per il settore auto e moto prima di estendere via via le polizze ad altre linee di business. Come spiegato del CEO per l’Italia Matteo Bevilacqua, la distribuzione è stata pensata per avvenire “sia tramite accordi con intermediari assicurativi sia tramite la piattaforma digitale della società”.

Per radicarsi al meglio nel nuovo mercato, wefox è entrata in Italia stringendo diverse partnership: da febbraio è diventato Official Insurance Partner di AC Milan come primo Back-of-Shirt Partner nella storia del Club, ed è sponsor di Acqua S. Bernardo Pallacanestro Cantù. Il gruppo, inoltre, ha stretto alcune collaborazioni chiave per il settore automotive: con IMA Italia Assistance, per fornire nuove garanzie di assistenza auto in grado di unire diversi servizi assicurativi, come il soccorso stradale e l’auto sostituiva, erogati tramite una gestione automatizzata e digitale, per interventi rapidi ed efficaci; con Swiss Re, assieme alla quale il team attuariale di wefox implementa un modello di valutazione del profilo di rischio per ciascun veicolo in base all’allestimento ADAS, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale; e con DAS, la prima Compagnia Italiana specializzata nella Tutela legale, che gestisce i sinistri e tutela i diritti degli assicurati per conto di wefox.

Dal 2023, wefox ha scelto di fare un passo indietro sulla vendita diretta di polizze, chiudendo con Ivass la vendita di assicurazioni online per il settore RC auto, e concentrarsi sul supporto agli intermediari e ai partner affinity tramite la sua piattaforma tecnologica.

“Noi siamo sempre stati un operatore assicurativo digitale, non una compagnia assicurativa”, ha commentato Bevilacqua. “In Italia siamo un ecosistema di società e possiamo stringere partnership operando come broker, come agente, come fornitore di tecnologia, come Tpa e anche come assicuratore. La scelta di quale modello di accordo chiudere dipende esclusivamente dalle esigenze dei nostri partner, che sono le compagnie, gli intermediari e i partner affinity. Quello che sicuramente non siamo e non potremmo essere per la natura stessa del nostro business model è un competitor per i nostri partner perché non abbiamo clienti diretti, ma serviamo i clienti dei nostri partner nel modo e nelle forme che risultano più strategici per loro. È quindi evidente che la nostra autorizzazione al ramo Rc auto diventa ridondante, di conseguenza abbiamo concordato le modalità di uscita con Ivass al fine di garantire la massima tutela per gli assicurati”.

I progetti per il futuro: prevenzione e intelligenza artificiale

In futuro, wefox vuole puntare sulla prevenzione, per passare dal concetto del “riparare e sostituire” a quello di “predire e prevenire”.

“Grazie all’analisi sempre più sofisticata dei dati, wefox sta passando dal modello assicurativo basato sul ‘riparare e sostituire’ a quello più focalizzato sul ‘prevedere e prevenire’” spiega Bevilacqua. “Ciò è possibile grazie all’utilizzo della più recente tecnologia AI, all’implementazione degli algoritmi di calcolo per la creazione di polizze pay as you drive e all’utilizzo di tecnologie di valutazione del profilo di rischio per ciascun veicolo in base all’allestimento ADAS (Advanced Driver Assistance System), oltre alla possibilità di connettersi nativamente alle tecnologie di bordo real-time per ottenere soluzioni più competitive e personalizzate”.

L’intelligenza artificiale è utlilizzata principalmente per automatizzare le applicazioni delle polizze e il servizio clienti. L’azienda ha tre hub tecnologici dedicati proprio alla tecnologia AI, a Parigi, Barcellona e Milano.

Guardando ai prossimi passi, il suo modello di business punta a realizzare una vasta distribuzione phygital, unendo alla piattaforma online un network fisico con oltre 500 punti vendita sul territorio entro la fine del 2024, e ad aprire a nuove polizze danni: dalla casa agli infortuni, dai danni accidentali per i device alle estensioni di garanzia e successivamente al ramo vita puro rischio.

(Aggiornato: 08/11/2023)

Articolo originariamente pubblicato il 12 Lug 2022

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