Wefox: la storia dell’insurtech tedesco scelto dal Milan

Da poco sbarcata in Italia partendo dal settore auto e moto, Wefox è tra le principali startup insurtech europee, con quasi 920 milioni raccolti e uffici in 8 paesi. “Ora vogliamo usare la tecnologia per predire e prevenire” dice il CEO per l’Italia

09 Giu 2022
Matteo Bevilacqua, CEO wefox Italy

È da poco sbarcata in Italia partendo dal settore auto e moto l’insurtech Wefox, che con quasi un miliardo di dollari in investimenti raccolti si posiziona tra i principali unicorni insurtech del panorama europeo. Nata nel 2015, opera contando l’Italia in cinque Paesi europei, e ha già aperto uffici in altri due. Da febbraio 2022 è inoltre diventato Official Insurance Partner del club calcistico AC Milan.

Ecco come funzionano i suoi prodotti innovativi.

Wefox, l’insurtech tedesco della mobilità

Wefox è stata fondata a Berlino nel 2015 da un gruppo di imprenditori tedeschi: Jonathan Seoane, Teodoro Martino, l’attuale Chief Risk Officer (CRO) Dario Fazlic, il Chief Financial Officer (CFO) Fabian Wesemann, e Julian Teicke, CEO con alle spalle una lunga lista di progetti imprenditoriali di successo.

La startup offre diverse categorie di polizze, da quelle sugli oggetti personali fino a prodotti per auto e scooter. In Italia, in particolare, Wefox opera nel settore della mobilità.

Oggi Wefox ha otto uffici in sette Paesi europei, tra cui Germania, Spagna e Francia, ed è attiva anche in Italia, Svizzera, Polonia e Austria. Il gruppo conta più di 1.200 dipendenti e collabora con colossi del mondo assicurativo e finanziario come Munich Re, Goldman Sachs e Target Global. Della rete di Wefox fanno parte anche più di 3.000 broker, che negli anni hanno aiutato più di 500mila clienti.

Come funziona Wefox

Per ottenere un preventivo personalizzato è sufficiente inserire sul sito della startup la targa del proprio veicolo e la data di nascita. Dopo aver visionato le offerte, è possibile acquistare la polizza selezionata direttamente online, inserendo i propri dati sulla piattaforma virtuale. Una volta completata la sottoscrizione, gli utenti possono accedere alla propria Area Personale virtuale, per avere sempre a portata di mano i documenti assicurativi.

Oltre alle coperture di base, le polizze di Wefox possono essere personalizzate aggiungendo un’ampia gamma di servizi extra, come l’assicurazione per furto e incendio, per i danni causati da eventi atmosferici (ormai sempre più frequenti) e la rottura dei cristalli del parabrezza o di un eventuale tetto panoramico, ma anche per atti vandalici, collisione, assistenza stradale e danni al guidatore.

Una delle caratteristiche più radicate di Wefox è il suo modello di vendita basato su consulenti, figure specializzate che possono aiutare i clienti a scegliere la polizza migliore e gestire al meglio tutte le opzioni.

La semplicità, l’immediatezza e la personalizzazione dei prodotti sono parte del successo di Wefox. Grazie alla gestione digitalizzata dei servizi, infatti, la startup può aiutare i clienti e pagare gli indennizzi più rapidamente, offrire tariffe più efficienti e personalizzate in base alle esigenze individuali, ed eliminare molte complessità tipiche delle assicurazioni tradizionali.

La storia e gli investimenti

Dalla sua fondazione, del 2015, Wefox ha raccolto quasi 920 milioni di dollari in sei round di investimenti. Gli ultimi tre, in particolare, sono stati chiusi con risultati superiori ai 100 milioni di dollari.

Nel marzo 2019 la startup ha raccolto 125 milioni con un round di Serie B guidato da Mubadala Capital Ventures, un fondo gestito dal governo di Abu Dhabi. I fondi erano stati utilizzati per favorire la crescita a livello europeo, migliorare i prodotti e ampliare il team di engineering, soprattutto in relazione all’analisi avanzata dei dati.

Meno di un anno dopo, a dicembre 2019, Wefox ha ampliato il già fortunato round di Serie di B con ulteriori 110 milioni di dollari. La compagnia, d’altra parte, era già un unicorno insurtech a tutti gli effetti, con una valutazione da 1,65 miliardi di dollari.

Infine, l’ultimo round, di Serie C, è stato chiuso a giugno 2021 – dopo più di un anno di pandemia – per la cifra record di 650 milioni di dollari, facendo salire la valutazione della startup a ben 3 miliardi di dollari. “È molto più di quanto ci aspettavamo di raccogliere. È stato un processo molto rapido, quasi tutti i grandi investitori hanno partecipato”, ha detto a TechCrunch il CEO Julian Teicke.

Wefox in Italia

Sbarcata in Italia nel 2022, Wefox ha scelto di partire con servizi per il settore auto e moto prima di estendere via via le polizze ad altre linee di business.

“La distribuzione avverrà sia tramite accordi con intermediari assicurativi sia tramite la piattaforma digitale della società” spiega Matteo Bevilacqua, CEO di wefox Italy.

Per radicarsi al meglio nel nuovo mercato, Wefox entra in Italia stringendo diverse partnership: da febbraio è diventato Official Insurance Partner di AC Milan come primo Back-of-Shirt Partner nella storia del Club, ed è sponsor di Acqua S. Bernardo Pallacanestro Cantù.

Il gruppo, inoltre, ha stretto alcune collaborazioni chiave per il settore automotive: con IMA Italia Assistance, per fornire nuove garanzie di assistenza auto in grado di unire diversi servizi assicurativi, come il soccorso stradale e l’auto sostituiva, erogati tramite una gestione automatizzata e digitale, per interventi rapidi ed efficaci; con Swiss Re, assieme alla quale il team attuariale di wefox implementa un modello di valutazione del profilo di rischio per ciascun veicolo in base all’allestimento ADAS, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale; e con DAS, la prima Compagnia Italiana specializzata nella Tutela legale, che gestisce i sinistri e tutela i diritti degli assicurati per conto di wefox.

I progetti per il futuro: prevenzione e distribuzione phygital

In futuro, Wefox vuole puntare sulla prevenzione, per passare dal concetto del “riparare e sostituire” a quello di “predire e prevenire”.

“Grazie all’analisi sempre più sofisticata dei dati, wefox sta passando dal modello assicurativo basato sul ‘riparare e sostituire’ a quello più focalizzato sul ‘prevedere e prevenire’” spiega Bevilacqua. “Ciò è possibile grazie all’utilizzo della più recente tecnologia AI, all’implementazione degli algoritmi di calcolo per la creazione di polizze pay as you drive e all’utilizzo di tecnologie di valutazione del profilo di rischio per ciascun veicolo in base all’allestimento ADAS (Advanced Driver Assistance System), oltre alla possibilità di connettersi nativamente alle tecnologie di bordo real-time per ottenere soluzioni più competitive e personalizzate”.

Il suo modello di business punta a realizzare una distribuzione phygital, unendo alla piattaforma online un network fisico con oltre 500 punti vendita sul territorio entro la fine del 2024, e ad aprire presto a nuove polizze danni: dalla casa agli infortuni, dai danni accidentali per i device alle estensioni di garanzia e successivamente al ramo vita puro rischio.

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