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Wher, l’applicazione che rende la mobilità delle donne più sicura

Muoversi in libertà richiede maggiore sicurezza, in particolare per il mondo femminile. Da questo bisogno è nato il progetto di una startup italiana a impatto sociale che facendo leva sulla community e sui dati fornisce informazioni sulla sicurezza delle strade, in relazione agli orari della giornata

07 Nov 2018

Recentemente è stata tra i vincitori dei Digital Innovation Days 2018. Ma è solo l’ultimo riconoscimento ricevuto, che al team di Wher conferma la validità della loro ‘creazione’.Che cosa fa dunque questa startup?

Partiamo dal problema che risolve. La mobilità per le donne sole è spesso condizionata dalla paura di ritrovarsi in situazioni spiacevoli se non pericolose, specialmente in luoghi che non conoscono: aggressioni, rapine, scippi, stupri, nei casi peggiori, ma anche la semplice aggressione verbale o l’essere importunate in modo insistente, può rovinare una serata e suscitare quel senso di insicurezza che spinge molte donne a rinunciare a muoversi da sole, in particolare la notte. Wher è un’app dedicata alla mobilità femminile, che fornisce una mappa con le informazioni sulla sicurezza delle strade in città e sui servizi dedicati alle donne.

La società che ha recentemente concluso un percorso di accelerazione presso l’incubatore SocialFare di Torino, uno dei più rappresentativi tra quelli italiani dedicati al social impact.

Come funziona

Wher basa le sue fondamenta sul valore sociale dato dalla Community e sul valore dei dati raccolti.

Le utenti si registrano e si profilano inserendo le proprie abitudini di mobilità e scegliendo la città d’interesse per scoprire quali sono i quartieri e le strade suggerite dalla Community. Dopo una breve descrizione del quartiere selezionato, si visualizzano le valutazioni lasciate dalle altre utenti con le informazioni di sicurezza delle strade in base ad una delle tre fasce orarie selezionate (giorno, sera e notte). Le strade viola sono le strade valutate come più sicure secondo diversi parametri come il grado di affollamento della zona, il livello di luminosità ma anche il diverso stato d’animo che quel luogo genera. La percezione soggettiva e le abitudini di mobilità sono determinanti nell’influenzare la scelta di consigliare o meno il passaggio su una strada ad un’amica, soprattutto quando si deve partire per un viaggio e non si ha “confidenza” con la città in cui si sta andando. Relativamente ai dati l’app è tecnologicamente molto ben fatta e, dice la società,  l’unica al mondo che integra i dati provenienti dalla Community di donne che costantemente condividono informazioni e strategie di mobilità (come accade con le recensioni su Tripadvisor o con i commenti in Google Local Guides su Google Maps), con i dati provenienti da piattaforme open source sui punti di interesse utili per le donne quali le fermate degli autobus, i parcheggi dei taxi, i locali aperti la notte e i parcheggi rosa.

La crescita di W-her: i finanziamenti, FCA, i prossimi passi

Nel 2016 Wher vince il programma di accelerazione TIM #WCAP Bologna. Durante il 2017 il team lavora alla versione beta dell’app e, ad ottobre 2017, viene selezionato per essere accelerato fino a marzo 2018 da SocialFare, centro italiano interamente dedicato all’Innovazione Sociale a Torino. A settembre 2018 chiude un round di finanziamento da 450mila euro guidato da Oltre Venture, il fondo italiano per Social Impact, e comincia ad espandere il team con nuovi giovani professionisti.

“Il giorno del lancio dell’applicazione era l’8 marzo. FCA ha inserito nel suo intranet la notizia dedicando l’app a tutte le dipendenti” racconta Eleonora Gargiulo. Un bel modo per festeggiare l’avvio dell’attività. Ed è solo l’inizio perché le sorprese non finiscono. Lo scorso ottobre il team di Wher, al quale nel frattempo si è unita Roberta Marini con il ruolo di Digital Strategy Manager, sale sul palco dei Digital Innovation Days 2018 perché la startup è tra le vincitrici dell’evento dedicato all’innovazione digitale: “Una grande emozione salire su uno dei palchi più belli che io abbia mai visto” racconta la Gargiulo. “È stata una bella occasione per sperimentare uno storytelling diverso, in cui abbiamo raccontato la nostra storia non come pitch ma sottolineando il valore sociale dell’impresa” spiega la founder della startup, mentre pensa già alle sfide future.

Nei prossimi mesi, infatti, Wher ha due obiettivi: un potenziamento tecnologico che unirà al servizio di open data analysis, già sviluppato dalla startup, un sistema di machine learning per amplificare e valorizzare il lavoro fatto dalle utenti, rendendo le mappe di Wher ancora più accurate. Il secondo obiettivo è quello di aumentare la presenza della community di Wher in altre città, sia italiane che europee, per offrire un servizio sempre più in linea con le esigenze delle donne, ovunque esse si trovino.

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