INSURTECH IN USA

Bright Health: 175 milioni di dollari per rialzarsi e la scommessa sul 2023

Il gruppo insurtech americano, ex unicorno, chiude un nuovo round di finanziamento a seguito della parabola discendente dopo il collocamento. Per il 2023 ridimensionerà e concentrerà le sue attività: obiettivo profittabilità

26 Ott 2022
Bright Health, la sede a Bloomington, Minnesota

Arriva un nuovo round per Bright Health: il gruppo insurtech americano (ex unicorno) attivo nel settore delle polizze salute ha annunciato di aver raccolto 175 milioni di dollari tramite la vendita di 175 mila azioni. Un’operazione dolceamara sulla scia di una parabola discendente che ha portato le azioni del gruppo dal valore di 18 dollari nel momento del collocamento nel giugno 2021 fino a meno di un dollaro oggi.

Contestualmente al round, la compagnia ha annunciato importanti modifiche alle sue operazioni che diventeranno effettive a partire dal 2023, con l’intenzione di focalizzarsi su alcune aree di business e mercati strategici e l’obiettivo di ottenere (per la prima volta) un  profitto.

Come funziona Bright Health

Il Gruppo Bright Health nasce a Minneapolis, in Minnesota, nel 2015 dall’iniziativa di Robert John Sheehy, oggi presidente del Consiglio di amministrazione, Tom Valdivia, attuale Chief Health & Equity Officer, e Kyle Rolfing, presidente fino al 2019 e oggi partner in Lehmi Ventures, un fondo di investimenti per compagnie attive in ambito sanitario.

Bright Health, l’insurtech che ha raccolto più di un miliardo di dollari

Bright Health Group presenta due unità di business fondamentali. La prima è NeueHealth, con cui offre servizi medici sia in modalità tradizionale che virtuale a oltre 75 mila clienti, tramite un network di 61 cliniche. La seconda, Bright HealthCare, offre invece prodotti assicurativi a oltre 620mila clienti in 17 Stati americani – ma presto ridimensionerà drasticamente le sue operazioni.

Bright Health, l’ascesa e la scivolata

Dal 2015 a oggi, il Gruppo Bright Health di fondi ne ha raccolti parecchi: complessivamente 2,4 miliardi di dollari. Il potenziale della compagnia è stato chiaro fin dall’inizio, quando nel 2016 ha chiuso un round di investimenti da 80 milioni di dollari. La cifra è poi raddoppiata nel 2017, con un round di Serie B da 160 milioni di dollari, e salita ulteriorimente nel 2018 grazie a un round di Serie C da ulteriori 200 milioni. A dicembre 2019, la startup ha raccolto 635 milioni di dollari, per poi toccare il record dei 750 milioni di dollari nel dicembre 2021.

La società ha debuttato sui mercati finanziari a giugno 2021, raccogliendo in totale 924 milioni di dollari grazie alla vendita di 51,3 milioni di azioni a 18 dollari l’una: un’operazione che ha fatto salire la sua valutazione a oltre 11 miliardi di dollari.

Nonostante le massicce iniezioni di capitale, tuttavia, Bright Health non ha mai raggiunto la profittabilità. Nel suo secondo trimestre di quest’anno, la società ha registrato una perdita netta di 432 milioni di dollari.

Ora, il 18 ottobre il gruppo ha annunciato di aver venduto ulteriori 175 mila azioni, raccogliendo altri 175 milioni di dollari, e intende ristrutturare le sue operazioni con l’obiettivo di diventare redditizio nel 2023.

La scommessa sul 2023

Contestualmente all’annuncio relativo alla raccolta di capitale, Bright Health Group ha comunicato importanti cambiamenti riguardo al proprio modello operativo, che verranno implementati nel corso dei prossimi mesi.

A partire dal 2023 il gruppo smetterà di offrire polizze individuali o familiari tramite Bright HealthCare, e anche i piani Medicare rimarranno accessibili solo in California e in Florida. Le attività di Bright HealthCare si concentreranno sul miglioramento del modello “completamente allineato”, che punta a combinare perfettamente gli aspetti clinici, finanziari e tecnologici dei propri servizi, in modo da migliorare l’esperienza utente, ridurre i costi e personalizzare l’offerta.

“Crediamo che dedicarci ai due principali mercati per il nostro modello di allineamento, in collaborazione con finanziatori e centri medici esterni, rappresenti un percorso più rapido verso la profittabilità, oltre che maggiormente prevedibile ed efficiente dal punto di vista economico.”

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