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Internet of things, in Italia le auto connesse aumentano del 40%

L’internet degli oggetti vale in Italia 2,8 miliardi, 20% del quale dipende dalle smart car, secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano. È arrivato il momento di pensare a nuovi servizi e nuovi modelli di polizza: una sfida e una grande opportunità per le Compagnie

09 Mag 2017

L’Italia accelera sulla internet of things e sulla Smart Car. Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano, il fatturato 2016 ha superato l’anno precendente del 40%, raggiungendo i 2,8 miliardi di euro di giro d’affari, i 14,1 milioni gli oggetti connessi via rete cellulare, oltre la metà dei quali sono auto.

La Smart Car (o auto connessa) è infatti, dopo lo Smart Metering, il segmento che spinge maggiormente: rappresenta il 20% del fatturato totale, la crescita è stata del 15% e ha raggiunto i 550 milioni. Il calo dei prezzi dei box GPS/GPRS ha rallentato la crescita del valore di mercato, ma le auto connesse sono aumentate del 40% e ora sono 7,5 milioni, circa un quinto del parco circolante in Italia.

“È il momento di andare oltre la connessione degli oggetti, spostando l’attenzione verso i servizi. – ha affermato Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things, su Digital4ExecutiveL’auto connessa abiliterà nuovi servizi per sicurezza, manutenzione, navigazione, risparmio energetico, mobilità condivisa”.

Le implicazioni per le Compagnie sono importanti: il segmento della polizza auto è tra i fronti assicurativi che più stanno cambiando. A parte l’impatto rappresentato dall’arrivo della driverless car, da qui a qualche anno, l’auto connessa rappresenta una sfida e un’opportunità molto attuale per il mondo assicurativo, poichè auto connessa significa “dati” e i dati forniscono nuovi elementi per la definizione di rischio, prezzi, modelli di business. Non è un caso che alcune dei principali casi di startup insurtech di successo, come Metromile e Cuvva, siano proprio dei disruptor delle polizze auto.

Mercato Internet of things, i dati della ricerca

Il principale segmento del mercato IoT (34% del totale) è lo Smart Metering e Smart Asset Management nelle utility, che è quasi raddoppiato per l’obbligo normativo, passando da 500 milioni di euro nel 2015 a 950 milioni nel 2016 (+90%). In buona parte si tratta dell’effetto dovuto alla legge che impone alle utility di mettere in servizio almeno 11 milioni di contatori intelligenti entro il 2018 (Smart Metering gas).

Al secondo posto (20% del totale) c’è la Smart Car, che come si diceva, cresce del 15% e raggiunge 550 milioni.

Segue poi lo Smart Building (510 milioni di euro, 18% del mercato), in crescita del 45% rispetto al 2015, soprattutto grazie a soluzioni per la sicurezza negli edifici e al graduale coinvolgimento dei piccoli uffici e negozi, dopo le grandi strutture industriali. E ancora le soluzioni di Smart Logistics (250 milioni, 9% del mercato), per la gestione delle flotte aziendali e di antifurti satellitari: a fine 2016 oltre 800.000 mezzi per il trasporto merci erano connessi tramite SIM. La Smart Home vale 185 milioni e il 7% del mercato (+23%), con una netta prevalenza di applicazioni per la sicurezza.

Per approfondire “Internet of Things in Italia, la crescita accelera al 40%: ora è un business da 2,8 miliardi”

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