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Tre fattori che faranno crescere l’economia “on-demand” (e gli effetti sulle assicurazioni)

Lo sviluppo di telecamere e sensoristica, nuovi business model e l’aumento di chi si collega in mobilità. Tim Attia, cofounder a New York della insurtech company Slice Labs, nel suo blog spiega perché chi va on line vorrà sempre di più risposte veloci e semplici

11 Ago 2016

Solo quindici anni fa l’idea di avere una quantità infinita di informazioni letteralmente a portata di mano, in pochi secondi, su un telefonino, sembrava fantascientifica. Ma la realtà ha superato l’immaginazione, e nell’arco di pochi anni l’evoluzione tecnologica di telefonia cellulare e connettività è stata talmente dirompente, ma velocemente metabolizzata dalle persone, da aver creato fenomeni (per nulla passeggeri) come il mondo “on-demand”, un mondo in cui la gratificazione deve essere immediata.

Quando qualcuno decide che vuole qualcosa, non vuole aspettare due ore. Non vuole aspettare 20 minuti. Vuole averla subito. E, lo vuole con la semplice pressione di un tasto.

E’ questa, in sintesi,  la premessa da cui parte Tim Attia, Ceo e co-founder di Slice Labs (una startup insurtech di New York focalizzata in proposte assicurative per la on-demand economy) nel suo blog su “Insurance Thoughts Leadership”, in cui esprime le proprie riflessioni su un tema di grande attualità come le nuove forme di economie abilitate dalle tecnologie.

Secondo Attia, valutando la traiettoria dalla nascita dell’economia on-demand negli ultimi 15 anni,  si vede come la sua crescita rientri nella “legge di Moore” e nella “legge di Metcalfe“, ma si desume che nel prossimo futuro l’on-demand economy continuerà a crescere in maniera esponenziale e ci saranno altri dirompenti fattori a imprimere velocità e pervasività a questa crescita.

In particolare, Attia individua 3 driver:

– lo sviluppo di telecamere e sensoristica: dai wearable ai droni, il mondo degli oggetti connessi aumenta vertiginosamente creando nuove connessioni e opportunità

– lo sviluppo di nuovi modelli di business basati sull’economia on-demand, come Amazon, Uber o Airbnb insegnano, ma c’è già uno stuole di nuove startup che irrompono in bussiness tradizionali con nuovi business model

– l’aumento della popolazione (the next billion people) che ha accesso a connettività, nuove tecnologie e può goderne grazie a maggiori possibilità economiche

Leggi il post integrale di Tim Attia a questo indirizzo. 

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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