LO SCENARIO

I numeri della sotto assicurazione in Italia: perchè l’insurtech può dare una spinta

Oggi un solo immobile su due ad uso abitativo è assicurato in Italia e la maggior parte dei cittadini ha assicurato solamente la propria vettura. I dati non migliorano sulle PMI. Da qui l’importanza degli investimenti insurtech

Pubblicato il 09 Feb 2024

sotto assicurazione Italia

L’Italia, non è un segreto, ha un problema di sotto assicurazione. La bassa penetrazione assicurativa sul territorio limita la capacità di individui e imprese di proteggersi adeguatamente contro rischi, lasciandoli aperti a maggiore vulnerabilità finanziaria in caso di eventi avversi, come disastri naturali, incidenti o malattie.

“Sebbene l’Italia sia il Paese che vanta le origini del settore, resta ancora fortemente sotto assicurata” spiega Simone Ranucci Brandimarte Presidente di Italian Insurtech Association, “Basti pensare che solo un immobile su due ad uso abitativo è assicurato in Italia e che la maggior parte dei cittadini ha assicurato solamente la propria vettura.”

Sotto assicurazione in Italia, i dati IVASS

Secondo la più recente Relazione Annuale di IVASS, pubblicata a giugno 2023, i dati più recenti (riferiti al 2021) confermano che permane in Italia un gap di protezione, misurata dalla penetrazione assicurativa, rispetto alla media OCSE pari a 4,6% per i rami vita e 4,9% per quelli danni.

Nei rami vita la penetrazione assicurativa si aggira intorno al 4,9%, poco minore rispetto a Regno Unito e Svezia.

Per quanto riguarda il ramo danni, tuttavia, il tasso di penetrazione italiano è appena all’1,9%, pari al Brasile e all’Argentina e sensibilmente inferiore rispetto alla Francia e alla Germania.

Il problema di sotto assicurazione nelle PMI in Italia

La situazione non è migliore per quanto riguarda le aziende. In particolare, un punto dolente sono le PMI, che costituiscono la maggioranza del tessuto economico e produttivo del Paese.

Secondo una precedente indagine sulle imprese industriali e dei servizi condotta dalla Banca d’Italia, parte della Relazione IVASS 2021, il grado di copertura delle PMI contro i principali rischi mostra una scarsa propensione ad adottare forme di protezione al di fuori di polizze relative ai danni per incendio e furto (94%) e alla RC. verso terzi e dipendenti (93%).

Nonostante l’Italia presenti un rischio ambientale elevato, solamente il 68% delle imprese ha stipulato una polizza contro i rischi naturali e climatici. Il fenomeno della sottoassicurazione risulta particolarmente accentuato per le coperture sui rischi cyber (21%), oggi una delle maggiori vulnerabilità per le aziende.

Perché l’insurtech è motore di crescita per il Paese

La bassa penetrazione assicurativa limita anche la capacità del settore di contribuire allo sviluppo economico attraverso la raccolta e l’investimento di premi in progetti produttivi. Nonostante ciò, come sottolinea Brandimarte, “Il comparto assicurativo mantiene un ruolo strategico, valendo da solo circa il 7% del PIL Italiano. Questo vuol dire che innovare il settore Insurtech può portare benefici a livello economico a tutto il Paese.”

L’insurtech porta infatti con sè una serie di tecnologie abilitanti e modelli che aumentano l’attrattività e la facilità di accesso delle assicurazioni, come embedded insurance e instant insurance, sistemi che offrono soluzioni flessibili e attraenti all’utente giusto nel momento del bisogno.

Per questo, conclude Brandimarte, “catturare maggiori investimenti diventa fondamentale per sovvenzionare l’ecosistema startup e attrarre un bacino di talenti che aiuti la crescita del comparto rendendolo a sua volta più attrattivo nei confronti di investitori e talenti, portando così tutto il sistema Paese a essere più competitiva”.

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